PIAC sta per “piattaforma internazionale arte contemporanea” ed è un nuovo spazio espositivo siciliano, il primo che a Ragusa si dedicherà alla giovane arte italiana e internazionale. L’opening è affidato ad una mostra di Helen Mirra, neoconcettuale americana, classe 1970. Mirra utilizza una vasta gamma di media, dalla scultura, al film, dal suono alla fotografia, dalla parola ai tessuti, per costruire mappature del mondo naturale secondo unità di misura spazio-temporali che uniscono rigore scientifico e sguardo poetico.
Due le opere al Piac: Kestrel (Falco tinnunculus) -ispirata al film Kes di Ken Loach-, sequenza di diapositive in bianco e nero, che descrive una corona di chiome d’alberi a volo d’uccello; e Maps of parallels 41° N and 49° N, una misurazione matematico-naturalistica dello spazio attraversato dal 41° e dal 49° parallelo nord, scomposto in una “partitura” sonora: a ogni elemento del paesaggio – vento, terra, oceano, fiumi, ferrovia – viene attribuito il suono di uno strumento, il rumore di un generatore o di una pellicola filmica che si riavvolge o, ancora, il silenzio.
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