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La nave Exodus sbarca al Pio Monte di Napoli. Anne Goyer rievoca un episodio della shoah

di - 30 Gennaio 2018
Dal 27 gennaio del 1945, ovvero da quando le truppe sovietiche dell’Armata Rossa arrivarono ad Auschwitz scoprendo il campo di concentramento nazista, sono trascorsi 73 anni. In occasione della Giornata della Memoria, il giorno in cui si ricordano le vittime dell’Olocausto, del nazismo e del fascismo, l’artista francese Anne Goyer ha portato in mostra, nelle suggestive sale della Quadreria del Pio Monte della Misericordia, a Napoli, “Exodus#2016”, un progetto curato da Maurizio Burale. «L’idea di questa esposizione in una delle più importanti ed antiche istituzioni benefiche napoletane, d’ispirazione cattolica, è nata circa due anni fa», ci ha detto il curatore.
La mostra vuole evocare, attraverso tre grandi opere, l’incredibile storia della nave Exodus 1947, così battezzata in riferimento all’episodio biblico dell’esodo degli ebrei dall’Egitto. In un viaggio avventuroso, nel luglio del ’47, un’organizzazione paramiltare ebraica, La Difesa, tentò di portare illegalmente e di nascosto 4515 passeggeri ebrei dalla costa della Francia meridionale alla Palestina. L’osservatore viene coinvolto in un vento di ricordi, attraverso l’ascolto di tracce audio registrate dagli attori del movimento di solidarietà: vite legate alla storia della nave Exodus e ritratte dall’artista con polvere di grafite su carta.
Thomas Corella, occhi annacquati, naso grosso e baffetti da sparviero è l’uomo che, panificando, sfamò molti ebrei. Robert-Paul Vigoroux, voce bruciata dal fumo, è invece il medico di bordo che prevenne epidemie e curò i passeggeri infermi. Noah Klieger, infine, è l’ultimo sopravvissuto dell’equipaggio della nave. Sguardo basso per la commozione, calvizie incipiente e una smorfia di dolore sul viso, Noah ricorda la sofferenza di un altro uomo: Cristo. Ritratto da Anne Goyer con occhi azzurri, barba incolta, adagiato senza corpo su una scrivana, il Redentore, grazie alla donazione dell’artista francese, è in attesa di trovare presto una sistemazione definitiva nella collezione del Pio Monte della Misericordia. (Danilo Russo)
In home e in alto: fotografie di Paola Tufo

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