Vi si legge: “Una simile localizzazione, ritagliata per chi proviene dalla campagna sullo sfondo della città antica, poteva facilmente indurre a un approccio fortemente estetizzante, o ridicolmente pittoresco. Natalini lo ha evitato, impiantando una sorta di fortilizio in mattoni, articolato in tre ali che si allargano a ventaglio come dita di una mano aperta. Il complesso asseconda le curve di livello ma le controlla con saldezza, cercando una sua configurazione armoniosa più che una totale mimetizzazione. Eleganti scalinate, rampe di raccordo e leggeri contrafforti scaricano i corpi di fabbrica dai problemi di pendenza, lasciandoli liberi di svilupparsi nella loro poderosa compattezza. A mitigarla intervengono il sistema regolare e fitto delle finestrature e i grandi tetti-terrazza proiettati verso lo spazio aperto della campagna: una proiezione sottolineata anche dal disegno prospettico romboidale della pavimentazione”.
Dalla scorsa primavera il complesso di porta Tufi è sede delle facoltà di Giurisprudenza e Scienze politiche. Ventimila metri quadrati di superficie, dipartimenti per le due facoltà, aule ampie e luminose, sono alcune delle cifre che definiscono l’edificio di sei piani, progettato da Natalini, che, d’intesa con l’Ateneo, ha ideato per Siena, un’opera di grande architettura: la proiezione della città nel futuro, attraverso la testimonianza di una struttura altamente funzionale alle esigenze non solo della ricerca e della didattica, ma dei cittadini e della città stessa. (comunicato stampa)
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