Categorie: Speednews

La più bella scultura vivente, nel deserto australiano. Un sogno per promozione turistica, impossibile da visitare

di - 16 Ottobre 2012
Impossibile da vedere, a meno che non vogliate recarvi in uno dei posti più remoti del globo: il Parco Nazionale di Croajingolong, in Australia, a qualcosa come 600 chilometri da Melbourne. Stiamo parlando di Spinifex, la scultura organica realizzata dall’artista Corey Thomas in occasione del contest “Inspired by Gippsland”, commissionata dall’ente del turismo di Victoria per “riqualificare” l’interesse intorno alla zona e per il meraviglioso parco nazionale, vista l’originalità del paesaggio.
L’artista ha passato una settimana nella landa sperduta, un lasso di tempo che gli ha permesso di immergersi nei diversi ecosistemi della zona e sviluppare la comprensione e la conoscenza dei materiali naturali che avrebbe utilizzato per il progetto.
Mosso dalla strana solitudine della regione e incuriosito da alcune erbe trovate, Thomas ha iniziato a progettare nella sua mente la costruzione della Spinifex proprio a partire dalle materie prime che ha scoperto durante la sua permanenza in questo angolo di deserto.
Ma che cos’è la Spinifex? Sembra un’erbaccia da film western, invece anch’essa ha una storia molto particolare: è un ciuffo d’erba compatto che proietta le sue foglie aghiformi in tutte le direzioni. Ha una crescita centrifuga e quando la parte centrale del ciuffo muore, lascia un anello di nuove foglie grigio-verde. Fiorisce in estate e in autunno dopo le piogge. Una pianta “romantica” e scenografica che Thomas ha ingigantito, in un contesto che non perdona per vastità.
Assemblata in mezzo alla natura attraverso scale e un sistema di sollevamento, la scultura una volta completata è stata portata tra le dune di sabbia di Gippsland, a prima vista piccola e insignificante nel contesto dello spazio che occupa, rivelando la sua vera dimensione solo a coloro che faranno il pellegrinaggio a vederla. Un promemoria sia per il paesaggio, sia nella consapevolezza che le opere esistono solo quando fruibili dall’esistenza reale. Mentre questa operazione ricorda molto più da vicino un bellissimo racconto di Calvino.

Articoli recenti

  • Fotografia

Other Identity #193, altre forme di identità culturali e pubbliche: Anna Karvounari

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

22 Febbraio 2026 9:30
  • Mostre

Corpo, forma, frattura, trasformazione. Malisa Catalani a Bologna

UNHUMAN, la personale di Malisa Catalani alla SimonBart Gallery di Bologna è in programma fino al 28 febbraio

22 Febbraio 2026 0:02
  • Attualità

Un’asta per il Rojava: gli artisti si mobilitano per sostenere la regione curda sotto attacco

Opere donate da artisti di diverse generazioni e provenienze diventano strumenti di intervento diretto in un contesto segnato da conflitto…

21 Febbraio 2026 21:52
  • Arte contemporanea

Quando la memoria si incrina e il tempo smette di scorrere: Andro Wekua a Milano

Nello spazio di sperimentazione Ordet, una mostra che trasforma il ricordo in architettura emotiva: sculture, film e collage per raccontare…

21 Febbraio 2026 18:00
  • Progetti e iniziative

Un nuovo modello di officina culturale: la Società delle Api a Roma

Ha inaugurato a Roma la Società delle Api di Silvia Fiorucci, un’apertura che segna l’avvio di nuove officine culturali, sintomo…

21 Febbraio 2026 17:00
  • Mercato

Freud, Bacon, Kossoff: la School of London va all’asta da Sotheby’s

Quattro capolavori provenienti dalla collezione di Joe Lewis sono pronti a sfidare il mercato. Raccontano con straordinaria immediatezza la complessità…

21 Febbraio 2026 16:08