Impossibile da vedere, a meno che non vogliate recarvi in uno dei posti più remoti del globo: il Parco Nazionale di Croajingolong, in Australia, a qualcosa come 600 chilometri da Melbourne. Stiamo parlando di Spinifex, la scultura organica realizzata dall’artista Corey Thomas in occasione del contest “Inspired by Gippsland”, commissionata dall’ente del turismo di Victoria per “riqualificare” l’interesse intorno alla zona e per il meraviglioso parco nazionale, vista l’originalità del paesaggio.
L’artista ha passato una settimana nella landa sperduta, un lasso di tempo che gli ha permesso di immergersi nei diversi ecosistemi della zona e sviluppare la comprensione e la conoscenza dei materiali naturali che avrebbe utilizzato per il progetto.
Mosso dalla strana solitudine della regione e incuriosito da alcune erbe trovate, Thomas ha iniziato a progettare nella sua mente la costruzione della Spinifex proprio a partire dalle materie prime che ha scoperto durante la sua permanenza in questo angolo di deserto.
Ma che cos’è la Spinifex? Sembra un’erbaccia da film western, invece anch’essa ha una storia molto particolare: è un ciuffo d’erba compatto che proietta le sue foglie aghiformi in tutte le direzioni. Ha una crescita centrifuga e quando la parte centrale del ciuffo muore, lascia un anello di nuove foglie grigio-verde. Fiorisce in estate e in autunno dopo le piogge. Una pianta “romantica” e scenografica che Thomas ha ingigantito, in un contesto che non perdona per vastità.
Assemblata in mezzo alla natura attraverso scale e un sistema di sollevamento, la scultura una volta completata è stata portata tra le dune di sabbia di Gippsland, a prima vista piccola e insignificante nel contesto dello spazio che occupa, rivelando la sua vera dimensione solo a coloro che faranno il pellegrinaggio a vederla. Un promemoria sia per il paesaggio, sia nella consapevolezza che le opere esistono solo quando fruibili dall’esistenza reale. Mentre questa operazione ricorda molto più da vicino un bellissimo racconto di Calvino.