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La realtà sospesa del nostro tempo. Al Bal di Parigi, immagini da Calais a Guantánamo

di - 11 Febbraio 2018
En Suspens, ovvero, una realtà intermedia situata da qualche parte tra due estremi, è il tema della mostra collettiva che ha preso il via al Bal di Parigi, tra video, foto e una serie di incontri, fino al 13 maggio.
14 artisti ci parlano, ciascuno a modo proprio, di quell’intervallo di tempo e di spazio, mentale o fisico, che intercorre tra l’io e l’altro e che si concretizza, per esempio, intorno alla ricerca d’identità, nel lavoro di Debi Cornwall. Si tratta di una serie di foto su alcuni ex detenuti di Guantánamo ritratti di spalle. ‹‹Questi uomini, detenuti per anni senza processo o giudizio, sono stati poi rilasciati in paesi di cui non conoscono la lingua, né la cultura. Senza famiglia, questi vivono nel tentativo di ricostruirsi una vita››, ha affermato l’artista statunitense. Ma c’è anche la fotografia documentaria di Henk Wildschut, che ha realizzato Ville de Calais, 2015-2017, foto che ritraggono i campi profughi situati nel nord della Francia. ‹‹Per capire cosa sta succedendo nel mondo, devi andare a Calais››, ha detto l’artista olandese che per due anni ha ritratto l’immigrazione clandestina senza mezze misure.
Molti gli eventi in programma, tra questi il Bal Book che prevede incontri con autori vari come quello con la spagnola Laia Abril che presenterà il suo libro Storia della misoginia, previsto il primo marzo. Mentre tra gli incontri proposti dal Bal Lab, interessante quello del 15 febbraio su Fukushima con Mélanie Pavy, tra gli artisti in esposizione, e con l’antropologa Sophie Houdart. Tra arte e ricerca, la francese Mélanie Pavy propone qui Go Get Lost (video 4′ 10”, 2018), realizzato grazie a immagini catturate nel 2015 da un robot serpente, il pMorph (un plugin 3ds max), nelle zone altamente radioattive di Fukushima. In programma anche Human/Non-Human una serie di proiezioni e dibattiti, organizzati in collaborazione con l’Università La Sorbonne Nouvelle-Paris 3. Tra questi, l’incontro con il regista italo-belga Fabrizio Terranova che presenterà estratti dal suo film Donna Haraway: Storytelling for Earthly Survival, per parlare poi del suo incontro con la filosofa statunitense. Tra gli artisti presenti, anche Bas Jan Ader, Stéphane Degoutin e Gwenola Wagon, Luc Delahaye, Darek Fortas, Hiwa K, Aglaia Konrad, Jacques-Henri Michot, Rabih Mroué, Sebastian Stumpf, Paola Yacoub. (Livia De Leoni)

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