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La serata bollente di Christie’s. Con Modigliani, Renoir e Picasso, le aste della casa londinese non tradiscono le aspettative, e realizzano centrotrentasei milioni

di - 7 Febbraio 2013
98,3 milioni per l’Impressionismo e il Moderno, 38,1 milioni per la sezione del Surrealismo. Anche Christie’s ieri sera ha fatto i miracoli a Londra, dopo le vendite perfette di Sotheby’s lo scorso 5 febbraio. La vendita totale per la prima parte era stimata, in alta, a 99 milioni, mentre per il Surrealismo si contava di raccogliere, per eccesso, 46,8 milioni. Insomma tutto assolutamente perfetto, alla rimonta di un mercato che di fronte agli Antichi Maestri della scorsa settimana era sembrato vacillare. E invece no, come si poteva quasi prevedere, il top lot è tutto di Amedeo Modigliani, che con la sua Jeanne Hébuterne (Au chapeau), dipinta nel  1919, supera di ben 4 milioni la cifra alta, uscendo dall’asta per 26,9 milioni di sterline; al secondo e terzo posto altri due lotti che vi avevamo annunciato anche negli scorsi giorni; L’Ombrelle di Renoir, e Nu Accroupi di Picasso, battuti rispettivamente per 9,6 e 7,3 milioni di sterline: arrotondando circa 2 milioni e mezzo in più rispetto alla stima alta che si era fatta sia per uno che per l’altro lotto. Ma scorrendo i risultati della Evening Sale va detto che Picasso, presente con moltissimi pezzi, ha “bucato” quasi tutte le previsioni di vendita, probabilmente anche trainato dal successo dell’incanto di Sotheby’s, dove il suo ritratto a Marie-Thérèse è stato piazzato per 28 milioni di sterline.
Speculare alla casa d’asta “concorrente” anche il podio dei Surrealisti, dove Mirò torna a vincere come top lot grazie alla sua scultura Femme (Femme Debout): 6,3 milioni, stimata 3-5, multiplo di quattro esemplari più uno dell’artista, realizzata nel 1969. Secondo e terzo posto per Magritte, con il bellissimo Le plagiat (Plagiary) 5,1 milioni di risultato su stima di 2-3 e, Ceci n’est pas une pomme (This is not an apple), raffinato esempio sulla falsariga della più celebre rappresentazione della pipa, dipinto nel 1964. In questo caso il martelletto ha fermato l’asta a 2,9 milioni, per un lotto stimato in alta 1,5. Anche in questo caso, insomma, una riconferma che non è stata tradita dalle aspettative, dove il Moderno e l’Impressionismo appare un investimento sicuro al quale affidarsi. Prevedibile? Forse. Ma siamo solo all’antipasto, perché tra pochi giorni inizieranno gli incanti del Contemporaneo, partendo di nuovo da Sotheby’s, che il 12 gennaio inaugura le nuove aste con Francis Bacon.

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