E’ Joseph Kosuth il protagonista delle nuova tappa espositiva del Torrione Passari di Molfetta. L’artista propone all’interno delle due sale della torre un percorso di scritte al neon azzurre, in cui il termine “segnefecate” (significato in dialetto molfettese) viene ripetuto in diverse lingue (tedesco, giapponese, ungherese) lungo le pareti. Fino ad arrivare alla parola nascosta oltre il foro centrale.
Le scritte luminose, lungi dal rappresentare una decorazione della torre, restituiscono l’idea stessa dello spazio in quanto soggetto e contenuto della visione. Si tratta di un dispositivo tautologico che interagisce con l’architettura e con il pubblico: chiunque potrà farsi un’idea del luogo a partire dalle parole luminose, nuove unità significanti percepite come stimolatori d’idee, relazioni, abitudini e connessioni.
Tra gli eventi collaterali della Biennale Arte 2026, Andrea Crespi porta, nell’ex Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, un'opera che…
Una selezione degli spettacoli e dei festival più interessanti della settimana, dal 12 al 17 maggio, in scena nei teatri…
Arte e cultura come strumenti di salute: il report pubblicato dal Cultural Welfare Center analizza dati, criticità e possibilità e…
Tra epifanie animali, velluti preziosi e capolavori del Rinascimento, la Fondazione Querini Stampalia presenta “The Dreamer”: una mostra-concetto che trasforma…
In una mostra a Roma, presso la storica galleria Antonacci Lapiccirella Fine Art, lo sguardo fotografico di Marshall Vernet si…
Art Basel porta Zero 10, la piattaforma dedicata all'arte digitale, anche nella sua edizione svizzera e affida la curatela all'artista…
Visualizza commenti
Se si trattasse di un dispositivo tautologico
non dovrebbe suggerirci nulla oltre sè stesso. Dopo molti anni Kosuth si é semplicemente impantanato in un discorso che oltre ad essere gratuito é assai ripetitivo .Ma date le premesse se l'é cercata. Non fu vera gloria:
addio conceptual art, pochi ti rimpiangeranno.