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La tradizione della seta al Museo Archeologico di Napoli, sempre più aperto alla contaminazione

di - 15 Gennaio 2019
Per “Napoli città della Seta”, il patrimonio tessile della Chiesa dei SS Filippo e Giacomo arriva al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Nella piccola sala quadrata poco distante da uno dei chiostri del museo, sono esposti paramenti e arredi liturgici – pianete, tonacelle, stole, veli da calice – che sono testimonianza della lunga tradizione della seta della città.
La lavorazione della seta è nata nel 2602 a.C. grazie all’imperatrice cinese Lei Tsu mentre in Campania, a Napoli, tale lavorazione viene fatta risalire tradizionalmente alla comunità ebraica ivi residente, nel VI secolo d.C. L’attività crebbe soprattutto sotto il regno di Ferrante d’Aragona, che rese la città un punto di riferimento per la manifattura e produzione di stoffe di seta pregiate, broccati, damaschi, velluti doppi, istituendo il Consolato della Seta nel 1477. Il pregio dei tessuti presenti in “Napoli città della Seta” è talmente evidente da far passare in secondo piano l’esclusiva appartenenza ecclesiastica delle stoffe, pur essendo un dato culturale interessante e non trascurabile, qualora si voglia andare oltre l’apprezzamento visivo di queste opere di artigianato. I manufatti, da poter vedere fino al 21 gennaio, sono accompagnati da pannelli didattici che ne illustrano la provenienza e la storia. “
Napoli città della seta” è stata possibile grazie alla collaborazione tra l’Associazione Culturale Respiriamo l’Arte e il parroco Mons. Mariano Imperato: insieme si impegnano dal 2015 nella valorizzazione del patrimonio della Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo situata lungo l’ormai turistica San Biagio dei Librai, al numero 118. L’esposizione è stata realizzata nell’ambito di EXTRAMANN, un progetto teso a valorizzare il patrimonio della città in collaborazione con realtà locali promotrici di iniziative culturali.
Sotto la direzione di Paolo Giulierini, il MANN ha rinforzato la sua vocazione come spazio pronto ad accogliere diverse esposizioni temporanee tanto di valenza storica – come anche il caso dei tesori del Sichuan dell’antica Cina – quanto di respiro contemporaneo, come per “Metro&The City”, sulla metropolitana di Napoli. (Ambra Benvenuto)

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