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L’Accademia di Svezia colpita dagli scandali. Il Nobel per la Letteratura non sarà assegnato

di - 8 Maggio 2018
Dopo il mondo del cinema e dell’arte contemporanea, lo scandalo delle molestie sessuali travolge anche l’Accademia di Svezia, la prestigiosa istituzione fondata nel 1786 dal re Gustavo III e responsabile dell’assegnazione del Premio Nobel per la letteratura. A finire sotto accusa è stato Jean-Claude Arnault, 71 anni, fotografo e intellettuale molto influente in Svezia, marito di Katarina Frostenson, poetessa e membro dell’Accademia dal 1992.
18 le donne che, a novembre 2017, dichiararono al giornale Dagens Nyheter di essere state molestate in vario modo da Arnault e, secondo i media svedesi, tra le vittime figurerebbe anche la principessa e futura regina Viktoria, palpeggiata proprio in occasione di un evento dell’Accademia, nel 2006. Un caso senza precedenti, che ha profondamente scosso l’opinione pubblica e le alte sfere politiche lo Stato, oltre a far finire tutta l’Accademia sotto osservazione della Säpo, i servizi segreti svedesi. «È una questione di primaria importanza per la Svezia, è importantissimo che questa Istituzioni funzioni in maniera limpida», ha dichiarato il Primo Ministro, Stefan Lofven. E visto che piove sempre sul bagnato, l’Istituzione è anche al centro di un’indagine su alcune irregolarità finanziare, a favore di Forum-Nutidsplats för kultur, centro culturale privato di cui proprio Arnault è direttore artistico. Nel frattempo, Frostenson, sotto pressione per il deprecabile comportamento del marito, si è dimessa. I media scrivono anche che non erano in pochi a essere a conoscenza degli scandali che si perpetravano nell’Accademia, paventando dunque l’ipotesi di altri casi.
Omertà in Svezia? Sembrerebbe proprio di sì, visto che Sara Danius, segretario permanente dell’Accademia dal 2015, è stata costretta a dimettersi proprio mentre stava tentando di avviare le indagini per far luce su eventuali comportamenti poco leciti. Una mossa dispotica, che ha reso evidente la frattura interna al comitato accademico e che ha portato altri otto membri a dimettersi, per protesta. Bisogna specificare che, secondo il regolamento, i membri sono eletti a vita e non sono sostituibili, quindi, se decidono di dimettersi, il loro seggio rimane vacante fino alla morte.
Insomma, alla Borsa Valori di Stoccolma, sede dell’Istituzione, l’atmosfera non è proprio delle più serene per eleggere il Nobel e, infatti, la stessa Accademia ha diramato un secco comunicato nel quale si avvisa che il riconoscimento letterario non verrà annunciato quest’anno ma sarà posticipato al 2019, quando ci saranno due premi. E, si spera, una rinnovata credibilità.

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