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L’archivio Bonotto si “converte”, e diventa Fondazione. Le presentazioni a Venezia, con Yoko Ono e il nuovo Assessore Vettese

di - 5 Giugno 2013
Dal prossimo 10 giugno il Veneto avrà ufficialmente una nuova Fondazione. Luigi Bonotto, artefice e sostenitore dell’omonimo archivio, che dal 2006 a oggi ha catalogato e digitalizzato oltre 12mila testimonianze di 80 artisti Fluxus e 120 poeti sperimentali, diventa ora “foundation”, con tutti i crismi che un’istituzione del genere porta con sé: la divulgazione dell’arte, con mostre, prestiti e collaborazioni, e la promozione del contemporaneo con la commissione di opere a giovani artisti e programmi di studio per curatori, residenze, nonché l’organizzazione di mostre, seminari e convegni che di volta in volta entreranno in dialogo con gli artisti e il materiale in Archivio, solo per citare alcune attività del prossimo futuro.
E tra pochi giorni, giusto per iniziare alla grande, il primo appuntamento della neonata Fondazione Bonotto sarà un omaggio a Yoko Ono, Leone d’oro alla carriera nel 2009 alla 53esima Biennale di Venezia, con il progetto “Dream”.
Un “battesimo” che sarà anche la prima esperienza editoriale di Flaner&Dust, che ripropone, con una tiratura limitata a 500 black box in parte anche firmate, una selezione dei più intensi scatti della performance installativa realizzata da Yoko Ono proprio a Venezia nel 2009.
Ma chi è Luigi Bonotto? Per chi non lo sapesse ecco un paio di cenni: imprenditore tessile, figlio di un produttore di cappelli di paglia, ha viaggiato seguendo il padre a Parigi, Londra e New York, conoscendo Burri, Fontana, Christo e iniziando a dipingere con Emilio Vedova. Amico dell’imprenditore Francesco Conz e di Rosanna Chiessi, gallerista di Reggio Emilia fondatrice nel 1971 della casa editrice Pari&Dispari, Bonotto inizia a ospitare -dagli anni ’80- nella sua casa di Molvena, che da oggi diviene sede della Fondazione, artisti come Joseph Beuys, Philip Corner, Nam June Paik, Ben Patterson, Giuseppe Chiari, Charlotte Moorman, Takako Saito, Alison Knowles, Julien Blaine, trasformando il piccolo borgo vicentino in un centro dell’arte internazionale. «L’arte ha sempre avuto un ruolo fondamentale nella mia vita. Gli artisti mi hanno trasmesso libertà di pensiero e capacità di mettersi ogni giorno in discussione; un approccio a cui ho tenuto fede anche per il mio lavoro imprenditoriale» ha ricordato Bonotto. L’appuntamento, alle 17 del prossimo 10 giugno allo IUAV, sarà presentato da Angela Vettese, nuovo Assessore alla cultura e al turismo di Venezia; Maria Luisa Frisa e Carlo Magnani, rispettivamente Direttore del Corso in design della moda e arti multimediali e Direttore del Dipartimento culture del progetto allo Iuav.

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