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L’arte legata al fare? A Brescia diventa Artigianato locale…

di - 21 Dicembre 2010

Artigianato locale: un nome, ma anche una
vocazione, una dichiarazione di intenti. Ovvero, seguire un’idea di arte legata
al fare. È molto efficace la scelta del nuovo spazio bresciano, che piuttosto
che affidarsi ad elucubrazioni critiche spesso gonfie di retorica, dichiara
tutto nell’icastico nome: Artigianato locale.
Luogo, una vecchia officina “rivisitata” in modo
contemporaneo, con una programmazione bimensile di mostre, ma con una costante
identità di laboratorio aperto a diverse esperienze nel campo della grafica, dell’editoria,
del design. A partire dalla prima mostra, dedicata agli artisti Niccolò
Gandolfi
e Stefano Zotti.


Inaugurazione: giovedì 23 dicembre 2010 – ore 18.30
Dal 23 dicembre 2010 al 23 gennaio 2011
Viale Piave 28/b – Brescia
artigianatolocale.wordpress.com

[exibart]

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  • L'artigianato più pericoloso è quello che lavora sul concetto e non è quello del fare. Esempio. Alla recente Artissima l'opera di Marzia Migliora su i campi di concentramento:

    http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=33459&IDCategoria=204

    Marzia Migliora non ha fatto nulla, ma io considero questo un perfetto esempio di artigianato dell'arte contemporanea. La Migliora è bravissima in questo: in campo italiano ci sono tanti suoi lavori che citano Pier Paolo Pasolini. Citare Pasolini è diventato un clichè che riguarda l'artigianato dell'arte contemporanea. In questo modo la citazione di Pasolini non conta più nulla perchè totalmente complementare all'ordine che vorrebbe destabilizzare.

    C'è sempre il collezionista che da Lia Rumma è disposto a comprasi la porta con la famosa scritta di Auschwitz. Questa è una forma di feticismo macabro-ironico. In campo internazionale vediamo Tania Bruguera che quando deve rendere redditizie le sue azioni politiche trova anche lei il modo di formalizzare la medesima scritta proprio in stile campo di concetramento. Questa stessa opera non potrebbe essere di Cattelan? Anche se Cattelan è molto più intelligente e cerca di arginare questa tendenza "artigianale/dozzinale".

    Thomas Houseago sembrerebbe fare artigianato e invece lui no. Perchè decide coraggiosamente di confrontarsi con l'arcaico, e c'è profonda consapevolezza del suo presunto anacronismo. Un po' come oggi certa buona pittura (proprio perchè consapevole) risulta uno dei pochi modi per risolvere la crisi della rappresentazione.

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