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L'artigianato più pericoloso è quello che lavora sul concetto e non è quello del fare. Esempio. Alla recente Artissima l'opera di Marzia Migliora su i campi di concentramento:
http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=33459&IDCategoria=204
Marzia Migliora non ha fatto nulla, ma io considero questo un perfetto esempio di artigianato dell'arte contemporanea. La Migliora è bravissima in questo: in campo italiano ci sono tanti suoi lavori che citano Pier Paolo Pasolini. Citare Pasolini è diventato un clichè che riguarda l'artigianato dell'arte contemporanea. In questo modo la citazione di Pasolini non conta più nulla perchè totalmente complementare all'ordine che vorrebbe destabilizzare.
C'è sempre il collezionista che da Lia Rumma è disposto a comprasi la porta con la famosa scritta di Auschwitz. Questa è una forma di feticismo macabro-ironico. In campo internazionale vediamo Tania Bruguera che quando deve rendere redditizie le sue azioni politiche trova anche lei il modo di formalizzare la medesima scritta proprio in stile campo di concetramento. Questa stessa opera non potrebbe essere di Cattelan? Anche se Cattelan è molto più intelligente e cerca di arginare questa tendenza "artigianale/dozzinale".
Thomas Houseago sembrerebbe fare artigianato e invece lui no. Perchè decide coraggiosamente di confrontarsi con l'arcaico, e c'è profonda consapevolezza del suo presunto anacronismo. Un po' come oggi certa buona pittura (proprio perchè consapevole) risulta uno dei pochi modi per risolvere la crisi della rappresentazione.