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L’artista Adrian Paci, in veste di curatore per una mostra rivoluzionaria…

di - 1 Marzo 2005

Dov’è finito lo spirito rivoluzionario delle masse? Che ne è del sogno ribelle e dell’utopia politica? La rivoluzione è in lista d’attesa, ormai. Non è scomparsa ma non è nemmeno viva… versa forse in uno stato di disilluso assopimento. Revolution is on hold: questa è la tesi – o il sospetto – che l’artista Adrian Paci ha scelto come bandiera e titolo per il suo progetto pensato per L’Isola dell’Arte di Milano, in cui si è riservato il ruolo di curatore. Decide così di invitare altri artisti a ragionare con le loro opere sulla spinosa questione: è possibile il pensiero di una rivoluzione oggi?
Sette sono i nomi chiamati a partecipare, nel tentativo di fornire dei validi imput per interrogarsi e innescare un dialogo a più voci. Tania Bruguera, innanzitutto, dal cui lavoro Paci ha mutuato l’efficace titolo; Johanna Billing, con il suo Project for a Revolution, in cui un’aula universitaria si congela in un’ambigua dimensione di attesa, immobilità, sospensione; Carey Young, che ripete in un posticcio slogan pubblicitario la sua decisa dichiarazione: I am a revolutionary; Emma Ciceri che racconta di una manifestazione antibellica precipitata in un sonno improvviso, come un incantesimo malato; Mircea Cantor e i suoi manifestanti, che al posto degli striscioni agitano surreali specchi; Dan Perjovschi con una serie di vignette ironiche e pungenti sulla situazione politica contemporanea; Armand Lulaj, che immagina una stella gigante avvolta tra le fiamme, in cima a una montagna. L’ennesimo simbolo che brucia, un altro ideale che si spegne sotto gli occhi di un pubblico attonito, già in cerca di nuovi feticci… (helga marsala)


Revolution is on hold
a cura di Adrian Paci
in collaborazione con l’Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo
opening: 4 marzo 2005, h.19.00
Milano, Isola dell’Arte, Stecca degli artigiani – Via Federico Confalonieri 10
info: galleria Francesca Kaufmann, tel.02 72094331


[exibart]

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