Se volete saperne di più sulla grande astrazione di matrice italiana, potete fare un salto a Londra, alla galleria S|2, lo spazio espositivo di Sotheby’s che, fino al 29 marzo, ospita le mostre di due protagonisti assoluti del genere: Bice Lazzari e Alfredo Volpi.
Nata nel 1900 a Venezia, Lazzari frequentò il vivace ambiente di quegli anni, insieme a intellettuali e artisti come Mario De Luigi, Ferruccio Leiss, Carlo Izzo, Aldo Camerino e Carlo Scarpa che, nel 1935, sposò Nini Lazzari, sorella di Bice. Nel 1935 si trasferì a Roma, dove sarebbe rimasta fino alla morte, nel 1981, realizzando importanti commissioni, come i pannelli per le Triennali. Nel 1942 sposò l’architetto veneziano Diego Rosa e nel 1950 ottenne il premio alla Biennale di Venezia con un mosaico, La Vanità, confluito poi nella collezione del Museo di Ca’ Pesaro. Artista controcorrente, il suo linguaggio doveva passare verso una progressiva dissoluzione della forma e della materia, un’astrazione comunque distante dalla cifra stilistica predominante all’epoca e che, soprattutto nelle arti applicate, riusciva a conciliare ordine e disordine, organico e inorganico, comico e tragico. Dopo una serie di mostre in importanti gallerie della Capitale, fu costretta a rallentare l’attività per una malattia agli occhi, sviluppando, però, un nuovo stile, ispirato alla musica. La mostra alla S|2, la prima a Londra, si concentra sulla produzione artistica dalla metà degli anni Sessanta alla metà degli anni Settanta, un decennio in cui le composizioni liriche e gli esperimenti di astrazione arrivarono alla loro fase più matura. La mostra è stata supportata dall’Archivio Bice Lazzari, con sede a Roma e dichiarato di notevole interesse storico.
A fare da contraltare, le opere di Alfredo Volpi, nato in Italia, a Lucca, nel 1896 ma cresciuto a San Paolo e considerato uno degli artisti più significativi operanti in Brasile nella prima metà del XX Secolo, nell’ambito del Modernismo. Formatosi da autodidatta, Volpi passò da una pittura di paesaggio all’astrazione geometrica, mantenendo l’equilibrio tra forma e figurazione per tutta la sua carriera. Appassionato di architettura, trasformò gli oggetti della sua visione quotidiana, come edifici e veicoli, attraverso una prospettiva personale e molto attenta al colore. Recentemente il Nouveau Musée National de Monaco ha ospitato, a Villa Paloma,
la prima retrospettiva di Alfredo Volpi in una istituzione pubblica fuori dal Brasile, mentre per la mostra da Sotheby’s sono state presentate le opere del periodo più maturo, dagli anni Cinquanta ai Settanta.