È il primo di una serie di appuntamenti che il Maxxi – Museo nazionale delle arti del XXI secolo organizza in vista dell’apertura della sua sede di Roma disegnata da
Zaha Hadid. Con la partecipazione di studiosi, curatori e artisti di fama internazionale, chiamati a discutere sul tema dello spazio museale come luogo in cui la creazione artistica si intreccia alle dinamiche culturali e sociali più vive dell’attualità.
Le funzioni del museo/Functions of the Museum – questo il titolo del convegno internazionale, in programma a Roma al Palazzo delle Esposizioni – vuole introdurre, per la prima volta in Italia, il dibattito suscitato dalle posizioni della
Institutional Critique, una linea di ricerca artistica e teorica che mira a far emergere la natura storica del giudizio estetico e a mettere criticamente in luce le modalità di fruizione delle opere d’arte. Attraverso la discussione di aspetti cruciali quali lo spazio di esposizione, la ricezione da parte dello spettatore, gli aspetti linguistici e filosofici caratteristici dell’operazione artistica, si tenta così di definire uno dei ruoli fondamentali del museo contemporaneo: far emergere i valori delle opere più recenti attraverso l’offerta di adeguati strumenti critici. Ricchissimo e prestigioso il novero dei relatori, dagli artisti Daniel Buren e Jimmie Durham, al teorico e storico d’arte Boris Groys, a John C. Welchman, storico e critico d’arte di Los Angeles. Con tavole rotonde animate da personaggi come Marc-Olivier Wahler, Maria Vittoria Marini Clarelli, Cesare Pietroiusti, Giorgio Verzotti, Wouter Davidts, storico e critico dell’architettura di Amsterdam, Joanna Mytkowska, direttore del Muzeum Sztuki Nowoczesnej di Varsavia.
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