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Le storie della musica. Quattro incontri al Museo del Novecento di Castel Sant’Elmo, per raccontare le armonie polifoniche del contemporaneo

di - 10 Maggio 2016
Nella Grecia arcaica e classica, la musica era la teknè, la pratica, più vicina all’uomo e alla divinità. Trasformava l’aria in un linguaggio compiuto, aveva proprietà mantiche e incantatorie, rispecchiava l’ordine matematico e fisico del cosmo. Per tutto il Medioevo, fu considerata tra le scienze del quadrivium, inserita nell’ordinamento didattico delle quattro arti matematiche, insieme all’aritmetica, alla geometria e all’astronomia. Secondo i concetti dell’estetica illuminista, la musica poteva esprimere compiutamente il carattere di una persona, assumendo una forte connotazione morale e individuale, mentre il Romanticismo ne evidenziava la cifra ineffabile, sublime. Nel XX Secolo, casualità, improvvisazione e contaminazione tra i generi diventano approcci metodologici, il divario tra musica popolare e colta si annulla, le poetiche si frantumano assecondando la diffusione di nuove categorie d’ascolto. Il tempo incede e la musica ne descrive il passaggio, con un’immediatezza espressiva molto vicina alla condivisione del momento quotidiano.
Dall’11 maggio all’8 giugno, le sale del Museo del Novecento, a Castel Sant’Elmo, diventeranno uno spazio di confronto tra ciò che si vede e ciò che si sente, in occasione di “Note ad Arte”, una serie di appuntamenti durante i quali storici dell’arte, compositori, artisti, docenti e giornalisti, in collaborazione con gli insegnanti e gli allievi della Scuola Musicisti Associati di Napoli, racconteranno il mondo del contemporaneo in quattro movimenti ritmici, Improvvisazione, Ispirazione, Sperimentazione e Passione, intessendo una trama polifonica tra le opere del Futurismo, del Neorealismo e dell’Informale.
Il primo incontro si terrà l’11 maggio e si improvviserà sul jazz, insieme al sassofonista Giulio Martino, alla storica dell’arte Lorella Starita e al compositore Francesco D’Errico. Il 18 maggio autori e cantautori di diverse generazioni parleranno delle loro fonti d’ispirazione, insieme a Marco Francini, attore di teatro d’avanguardia, Germana Grano, docente di canto, Marco D’Anna, songwriter, Diego Molignano e Andrea Galaria, giovani autori e compositori partenopei, Luigi Caramiello, docente di Sociologia dell’Arte e della Letteratura all’Università Federico II. Il 25 maggio, Marco Balestrieri illustrerà “Mbasa”, progetto di sperimentazione elettroacustica con Riccardo Antonielli, Eugenio Fabiano e Giuseppe Arena, con la partecipazione di Lino Vairetti, voce degli Osanna, storico gruppo di progressive rock attivo dagli anni ’70. Ultimo appuntamento l’8 giugno, con la passione espressa dalla musica napoletana, dalla tradizione fino ai giorni nostri, raccontata dalla cantante Francesca Rondinella, da Giosi Cincotti, compositore e arrangiatore, e Simona Frasca, giornalista per varie riviste di settore e dottore di ricerca in storia e analisi delle culture musicali. (Mario Francesco Simeone)

In home page: Edoardo Giordano (Buchicco), Concertino, 1931, in comodato dall’Impresa Caróla, particolare
Sopra: Castel Sant’Elmo

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