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L’inaspettata leggerezza dello spostamento. La ricerca di Sonia Andresano da AlbumArte

di - 27 Novembre 2018
Lo spazio di AlbumArte si anima con l’appuntamento AlbumArte|VideoArtForum 2018 presentando in prima assoluta il video Peso leggero firmato Sonia Andresano. La giovane e talentuosa artista focalizza la sua ricerca su due tematiche fondamentali: l’identità e il nomadismo. Dopo la proiezione seguirà un approfondimento con il curatore Claudio Libero Pisano al quale abbiamo posto qualche quesito sull’argomento.
Riprendendo uno stralcio di Sonia Andresano a proposito di “Peso leggero”: “Trasformare in leggerezza sospesa il pesante fardello, fisico ed emotivo, di una logistica movimentata contribuisce ad alleviare il disagio del bagaglio, sempre troppo ingombrante. (…)” penso che il “fardello” che ogni artista porta con sé riconduce anche al messaggio intrinseco che vuole trasmettere. Una tensione che passa dalla mente dell’artista meditando attraverso l’opera per giungere al pubblico. Qual è la poetica che si evince, secondo il tuo punto di vista curatoriale, da “Peso leggero”?
«”Peso leggero” è per molti aspetti il punto d’arrivo di un ciclo, che non necessariamente si concluderà. Ma è sicuramente un punto fermo. Rappresenta a mio parere la chiusura di un’esperienza già delineata in molti dei lavori precedenti dell’artista. L’idea dello spostamento, del carico emotivo e fisico della ricerca di un equilibrio in Sonia Andresano si evince nella rappresentazione di un dato materiale. Nei suoi lavori ha focalizzato la fatica vera di essere nomadi, una condizione non sempre scelta. Per lei non conta molto l’aspirazione alla stabilità quanto piuttosto documentare i movimenti, le connessioni tra un prima e un dopo. Una logistica tutta emotiva la sua che si esprime attraverso la messa in primo piano di oggetti e azioni apparentemente di poca importanza. Scatoloni che diventano pesanti come pietre, foto dal sapore vintage delle stanze condivise negli anni, video nei quali demolisce muri dell’ennesimo appartamento dove si trova a vivere. Ma i gesti e gli oggetti hanno il compito di raccontare un disagio vero, una ricerca di stanzialità, anche emotiva, che fatica a palesarsi».
Sonia Andresano è una giovane artista che ha dimostrato il suo talento in molte occasioni. È stata vincitrice dell’Apulia Land Art Festival nel 2017, oggi finalista del bando “Un’opera al Castello” con l’opera Caffè sospeso e della residenza Bridge Art. Giovani leve del panorama artistico che si mostrano con le loro visioni e le loro riflessioni. Come pensi che debbano essere supportati questi giovani talenti nella realtà romana, italiana?
«Sonia ha un corpo di lavori che, per quanto recente, merita di essere analizzato. Ha una poetica strutturata e molto personale. Gli artisti emergenti, e non ne faccio una questione anagrafica, vanno semplicemente messi in condizione di presentare i loro lavori. Dovrebbero avere un sostegno nel loro percorso. E questo sarebbe il risultato di più fattori e professionalità che intervengono allo scopo. Per quanto mi riguarda non ho mai fatto troppe differenze tra emergenti e affermati. Per me conta la potenza di un lavoro. E da parte mia, mi assumo la responsabilità di presentarlo anche accanto ad opere di artisti con curriculum più corposi. Le residenze, e i premi sono una parte sicuramente importante di un percorso di maturazione e riconoscimento. Ma resta il fatto che gli artisti, più o meno emergenti, oggi sono soli».
Oggi qual è il vero ruolo del curatore?
«Il curatore è una figura tecnica, è accanto all’artista e con lui condivide un percorso. Con alcuni si creano delle alchimie che durano nel tempo, con altri si resta in relazione il tempo di un progetto. Fondamentale è stare sempre un passo indietro all’artista. Personalmente sono orgoglioso del mestiere che faccio, non sono un critico, professione che ha delle caratteristiche operative molto diverse. C’è molta confusione, soprattutto nelle nuove generazioni, circa i termini con i quali definirsi. Si può essere entrambe le cose ma non è automatico esserlo. Le parole sono importanti». (Valentina Muzi)

In home e in alto: Sonia Andresano, Peso leggero, 2018, still da video

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