La terza edizione della Biennale di Liverpool ha come focus la rassegna di 40 progetti intitolata “International 04”, costituita integralmente da lavori site specific e diffusa in vari luoghi della città, dall’ottocentesca Town Hall alla Lime Street Station. Le presenze importanti non mancano (da Yoko Ono a Takashi Murakami, passando per Yang Fudong) e anche due artisti italiani sono stati invitati, Paolo Canevari e Francesco Jodice. La selezione è stata affidata a quattro ricercatori che hanno preventivamente vistitato la città, ossia Sabine Breitwieser, Yu Yeon Kim, Cuauhtémoc Medina e Apinan Poshyananda.
Due altre rassegne si preannunciano interessanti, “Bloomberg New Contemporaries 2004” e “Independents 04”. Quest’ultima prevede l’esposizione di lavori in ristoranti e bar, dal prestigioso locale al numero 60 di Hope Street, dove compariranno sui muri lavori di Francis Bacon, Lucian Freud e Damien Hirst, fino a chiese ed edifici in demolizione. “Bloomberg New Contemporaries 2004” conta invece 32 artisti selezionati da Kate Bush, Dinos Chapman, Tacita Dean e Brian Griffiths ed è allestita al Coach Shed, project space “spettacolare”. Le opere selezionate sono il frutto del lavoro di giovani diplomati nelle accademie britanniche e costituiscono quindi al contempo una prestigiosa vetrina per gli artisti e un’ottima occasione per i talent scout. (marco enrico giacomelli)
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