Presso la sede Sala del Balì a Livorno, gli studiosi Bruno Corà e Francesca Cagianelli ricordano Ferdinando Chevrier scomparso nella sua città alla fine dello scorso mese di luglio.
Questa commemorazione si pone come un vero e proprio atto di civiltà e di riconoscimento verso un artista tra i più significativi ed autentici del 900. Quella di Chevrier è figura storica, perché nell’immediato secondo dopoguerra entra a far parte – presenza tra quelle più giovani – del MAC: il Movimento Arte Concreta. La stagione del MAC durata diversi anni, fu straordinaria e rigogliosa nel campo della ricerca e delle affennazioni della pittura nuova, ovvero dell’Astrattisrno.
Al fianco di autori come Mazzon, Règgiani, Soldati, Chevrier prospetta ben presto, nel Movimento, un ruolo tutto suo: secondo uno stile geometrico – cromatico fluido di rara eleganza, nonché morfologicamente equilibrato e susseguente. Uno stile ispirato ad una purità lirica luminosa e rigorosa.
Nell’occasione sarà data notizia della costituzione degli “Archivi Legali Chevrier”, nati allo scopo di tutelare e valorizzare la persona e l’opera del grande maestro. (silvia fierabracci)
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