Verranno presentati a Roma, nel corso di una giornata di studio, i risultati di un progetto di ricerca sulla relazione tra l’inquinamento atmosferico e il degrado dei monumenti artistici, anche alla luce della totale assenza di limiti di legge mirati alla salvaguardia delle opere d’arte esposte all’aperto.
Lo studio, promosso dall’Apat – L’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i Servizi Tecnici – e realizzato dall’ICR, Istituto Centrale del Restauro, si è basato su monitoraggi effettuati in alcune città d’arte campione, con particolare attenzione a Roma, all’interno di un programma di ricerca in merito all’impatto dell’inquinamento atmosferico sul patrimonio artistico.
L’aumentare del traffico nelle grandi città espone anche le opere d’arte e i monumenti a rischi irreparabili, accelerando e aggravando il processo di degrado. Annerimento, crosta nera e successiva solfatazione sono le fasi del più grave ciclo degenerativo che provoca la perdita irreparabile di materiale lapideo e compromette inestimabili patrimoni monumentali. Un processo alla cui base si cela la deposizione di polveri, sostanze prodotte in gran parte dai tubi di scappamento.
Ritirata, esclusa dal catalogo, privata dei nomi: “Omaggio all’America Latina” di Cavaliere e Scanavino riemerge a Milano insieme alla performance…
Ecco cosa vedere oggi a Exposed Torino, in un lungo itinerario verso i quartieri a nord del Quadrilatero, tra musei,…
Sanzioni ucraine e possibile stop ai fondi dell'Unione Europea per il Cinema: cresce la tensione sul Padiglione Russia in vista…
Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…
Dopo il MET di New York, la ricerca di Lorna Simpson arriva a Venezia con la sua più grande personale…
Dal 3 aprile al 28 giugno 2026, la Galleria BPER di Modena presenta La virtù e la grazia. Figure di…