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L’onda della street art in Salento, su un lungomare dimenticato. È il festival “Oltremare” a San Cataldo (Lecce)

di - 30 Luglio 2017
Mentre le vacanze si nutrono dei soliti luoghi, monumenti, mari che appaiono splendidi e simili perfino da un capo all’altro del mondo, l’arte ha dimostrato ancora una volta la capacità di risvegliare ciò che a lungo giaceva nell’oblio, mettendone in luce la diversità e l’unicità. San Cataldo, la marina più vicina a Lecce, ma così lontana dalla notorietà delle altre spiagge salentine, è stata improvvisamente ripopolata, come in un colpo di scena, dai colori e dalle opere di oltre quaranta artisti giunti per il Festival “Oltremare – Zona temporanea delle arti urbane”. L’evento, interamente autofinanziato, è stato ideato dal laboratorio e spazio espositivo leccese 167B Street e dall’organizzazione milanese Artkademy, con il patrocinio del Comune di Lecce che ha fornito ospitalità a tutti gli artisti presso l’Ostello del Sole di San Cataldo.
I protagonisti della manifestazione, provenienti non solo dal territorio pugliese, ma anche da tutta Italia e da Spagna, Albania e Sud America, si sono riuniti per una settimana, dal 17 al 23 luglio, superando i confini – come da titolo del festival –, per ridipingere un edificio fatiscente sul lungomare della marina leccese, in via Amerigo Vespucci. Ma non solo, alcuni di loro hanno invaso altri spazi, nel puro spirito irriverente e spesso provocatorio della street art.
Tra le meraviglie di San Cataldo, infatti, vi sono i resti dell’antico molo di Adriano (II sec. d. C.), che sorgono vicino al faro e sono anch’essi in un inspiegabile stato di abbandono. Da un giorno all’altro, come un miraggio, sul muro del rudere romano, è apparsa la figura di un bambino dallo sguardo assorto, con un ramoscello di ulivo – emblema di pace, preziosa risorsa del territorio, ma anche simbolo della controversa questione del gasdotto Tap. Bifido, artista casertano autore del murale, ha attirato su di sé reazioni diverse da parte degli autoctoni e per questo ha precisato la tecnica utilizzata per la sua opera: carta adesiva, biodegradibile, che dovrebbe sparire in una settimana senza danneggiare l’antico porto.
Volevano riportare l’attenzione su questa parte di costa adriatica definita “il mare dei leccesi” e sconosciuta ai più, e ci sono riusciti: proprio davanti al mare, gli artisti hanno messo sotto gli occhi di tutti un grande racconto per immagini. Alcuni di loro hanno descritto ciò che hanno percepito del Salento, altri hanno voluto rappresentare determinate tematiche o personaggi come il musicista Bruno Petrachi ritratto da Chekos’art; il presidente del Burkina Faso Thomas Sankara e un San Francesco con bomboletta spray e angry bird, raffigurati da Biodpi; il Bob Marley di Noire.
Al di là delle singole storie trattate e dei singoli artisti, prevale l’idea di un lavoro a carattere collettivo, come sottolineato da NemO’s, autore di un grande murale, direttamente visibile dalla spiaggia, che descrive il caso Tap senza tuttavia esprimere un giudizio. Le opere sembrano integrarsi tra loro in una ideale unione, incorniciata dalla scritta disegnata da Ache77 lungo tutto il balcone e il terrazzo dell’edificio: 1+1=1. Salendo sul balcone, infatti, sul pavimento si ritrova questa scritta, che campeggia sulla gigantesca immagine del bacio tra due ragazzi di diverse culture, insieme a un messaggio di speranza: «The unity shall be the law». (Annamaria Serinelli)

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