Helmut Newton aveva 83 anni, ed ancora quello spirito mondano e cosmopolita che lo aveva caratterizzato durante tutta la vita. “Cittadino del mondo” amava definirsi, sempre in viaggio, da una capitale all’altra, da un albergo all’altro, alla ricerca di bellezza e mondanità. Il più celebre fotografo di moda, geniale, eccentrico, provocatorio, diceva di detestare il buongusto e di voler inseguire lo scandalo, l’eccesso. I suoi ritratti celebri, i corpi erotici e bellissimi di modelle e attrici, diventavano, attraverso il suo obbiettivo, immagini di assoluta classe ed eleganza, in cui la trasgressione coincideva con la celebrazione dell’eros, delle moda, dell’apparenza, della seduzione. Collaborava con le più prestigiose riviste patinate, Vogue, Elle, Playboy, Queen, Stern, Marie Claire… Testate internazionali che dell’immaginario visivo contemporaneo hanno contribuito a definire forme, modelli, stili, tendenze.
Nato a Berlino nel 1920 da famiglia ebrea, fugge nel ’38 dalla Germania nazista, si trasferisce a Singapore, poi in Australia dove prende la cittadinanza. Nel ’58 torna in Europa, a Parigi, e inizia a collaborare con alcune riviste di moda. Conosce qui la collega June, nota come Alice Springs, e la sposa. Nell’80 si trasferisce a Montecarlo, da dove continuava tutt’ora a lavorare, non smettendo di girare per il mondo e di creare immagini straordinarie e costosissime. I suoi ultimi volumi fotografici hanno raggiunto un costo di 1.500 dollari. (helga marsala)
[exibart]
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Ormai è fatta!La storia è scritta e il mondo del glamour e dell'erotismo è segnato indelebilmente nel ricordo del piu' elegante bianco e nero della storia della fotografia.
un'altro maestro che se ne va...dopo herb ritts...
morto in un'incidente d'auto come Jeames Dean, come le foto di Warhol. Se avesse potuto scegliere, forse avrebbe chiesto una fine così.
Non so perché, ma oltre al dispiacere di apprendere una notizia sulla scomparsa di un uomo che segna così un vuoto nel mondo dell'arte fotografica, sento anche un piacere pacato nel auspicare che altri uomini di talento colmino e debordino con nuove espressività.
Sia chiaro, il mio è un messagio di speranza e di fiducia, nel cosiddetto prossimo che poi è semplicemente rappresentato ed incarnato nelle generazioni attuali (anno domini 2004) e dal loro impegno e dedizione innata.
Morto un papa, se ne fa un altro.
Grazie di esserci stato, Helmut.
Angelo Errico