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Louvre delle meraviglie, con la Nike di Samotracia ritrovata-restaurata. Grazie anche all’aiuto dei cittadini francesi e di un ottimo crowdfunding

di - 22 Luglio 2014
Per quelli che sceglieranno Parigi e il tour dei suoi celebri musei, c’è una bella sorpresa al Louvre. Dopo dieci mesi di “terapia intensiva”, leggi un attento restauro, torna in scena la Vittoria Alata, il più celebre capolavoro del museo insieme alla Monna Lisa di Leonardo da Vinci, scolpito in Grecia nel secondo secolo AC, che ha ritrovato lo splendore della sua antica bellezza.
Già, perché la statua, è stata riposizionata in cima alla scalinata e splende del suo marmo bianco di Paros, isola delle Cicladi, nel quale è stato scolpita 2200 anni fa.
Il restauro, costato qualcosa come  3 milioni di euro, è stato finanziato in gran parte da sponsor privati ed è stato anche l’occasione per fare il punto sullo stato di conservazione dell’opera il cui ultimo intervento risaliva al 1880, e che per oltre un secolo è stata toccata da milioni di visitatori, ignari delle conseguenze che centinaia e centinaia di palmi di mani, associate agli agenti atmosferici e allo smog parigino, stavano perpetrando ai danni della Nike, che alla fine risultava coperta di una polvere grassa.
Attribuita a Pitocrito, fu scolpita a Rodi, e rappresentava forse un’offerta commemorativa per una vittoria navale, probabilmente quella di Side sulla flotta fenicia al servizio del re di Siria Antioco III. Va ricordato, inoltre, che una parte dei fondi per restaurare le oltre 30 tonnellate di statua erano stati raccolti tramite il crowdfunding: lo scorso settembre il Louvre aveva lanciato un appello a tutti i cittadini, con l’operazione «Tous mécènes!», tutti mecenati, che si era conclusa a fine anno: un appello alla generosità di chiunque fosse sensibile al bello.  Che ha dato ottimi risultati.

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