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Madonna, altre lezioni di aneddotica d’arte. E stavolta nel mirino c’è un suo vecchio amore: Jean-Michel Basquiat

di - 16 Marzo 2015
Sembra che Lady Ciccone ci abbia preso gusto, più che mai, a raccontare delle sue personali storie dell’arte. Dopo Tamara De Lempicka e Frida Kahlo identificate come sue “paladine”, affiora la storia di un vecchio amore mai troppo sbandierato dalla popstar: quello con Jean Michel Basquiat nei primissimi anni ’80, all’epoca in cui la futura star viveva nel Lower East Side, e lui – il rasta geniale amato da Warhol – sapeva già il fatto suo.
Così, forse complice la mostra di taccuini inediti al Museo di Brooklyn il prossimo mese, Madonna non rinuncia alla sua versione dei fatti e racconta anche di una serie di dipinti che l’artista le avrebbe regalato prima della rottura del loro rapporto sentimentale che poi, lo stesso Basquiat, avrebbe ricoperto di nero dopo la richiesta di riaverli. Attenzione Madonna però, se ti fosse rimasto qualcosa in un cassetto, potresti finire come l’altra ex fidanzata Alexis Adler, che l’anno scorso ha tentato di vendere a Christie’s una cache di opere d’arte che, secondo lei, gli erano state lasciate dall’artista. Ma le sorelle di Basquiat hanno risposto con una causa legale da milioni di dollari, reputando false le carte, nel vero senso della parola.
«Non avrebbe mai smesso di farsi di eroina. Era un uomo straordinario e di profondo talento, lo amavo», ha detto Madonna all’Howard Stern Show, rimarcando anche il suo amore per i graffiti di Jr, Banksy, Haring e lo stesso Basquiat, per il loro essere un’arte “non elitaria” (sic.)
«Mi ricordo che mi svegliavo nel bel mezzo della notte e lui non era nel letto sdraiato accanto a me. Era in piedi, vicino alla tela, spazzato via dalla pittura in uno stato di trance».
In tutti i casi un omaggio è arrivato, visto che il viso dell’artista, avvolto in corde da bondage, con Nelson Mandela, Martin Luther King, Jr., Bob Marley, Marilyn Monroe, la principessa Diana, e John Lennon sono tra le pagine del libretto di “Rebel Heart”. Grazie della lezione, prof. Ciccone

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