Fabriano città del fare, come suggerisce anche il nome, dal latino faber, ovvero artefice, artigiano. All’idea del “fare” inteso come una felice sintonia di pensiero e azione è legata anche la rassegna
Poiesis che da due anni viene organizzata con grande successo proprio a Fabriano. L’evento, ideato dalla poetessa Francesca Merloni, raccoglie e rilancia l’eredità della mostra
Gentile da Fabriano e l’altro Rinascimento, del 2006. Questa fu l’occasione per la città di sperimentare la grande vitalità portata dall’evento, constatando come non solo fra i turisti, ma fra gli stessi fabrianesi, fosse alta la richiesta e la partecipazione ad eventi di tipo culturale.
Poiesis si configura come un festival multidisciplinare, in cui arte, poesia, musica, cinema e teatro si contendono l’attenzione del pubblico. La rassegna si è caratterizzata fin dall’inizio per la capacità di interagire con i luoghi, gli abitanti e l’identità della città, presentandosi come una vera e propria “abitazione artistica della città”, per usare le parole della stessa Francesca Merloni. La terza edizione, appena conclusasi, ha presentato personaggi importanti ospiti del campo della letteratura e della poesia, accanto a volti noti della televisione, musicisti jazz e star del pop italiano.
Il programma d’arte, curato da Angelo Bucarelli, si è articolato quest’anno in due mostre:
Cara beltà, distribuita in diversi luoghi della città e costituita fra gli altri da opere di
Richard Long, Ha Schult, Thierry Bouët, Alessandro Bergonzoni e
Christian Holl, e
Faber in Janus, omaggio agli artisti fabrianesi
Guelfo, Edgardo Mannucci, Angelo Mezzanotte, Quirino Ruggeri, Giuseppe Uncini. Tema di quest’anno la
Madre Terra intesa sia nell’accezione di patrimonio naturale e ambientale, sia di profonda energia che ci genera. (
stefania fois)
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www.poiesis-fabriano.it[exibart]