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Madrid/1. Buon inizio per ARCO, con le gallerie spagnole a fare quadrato in fiera. Mentre in città le piccole gallerie contemporanee appaiono un po’ fiacche

di - 24 Febbraio 2016
Comincia bene la 35esima edizione di Arco. Il tentativo di ridare slancio alla “vecchia signora spagnola” sembra, insomma, funzionare. Soprattutto perché a rispondere all’invito madrileno sono alcune gallerie di fama internazionale, come Marian Goodman (New York, Londra), Lelong, Air de Paris e Chantal Crousel (Parigi), Lisson e Victoria Miro (Londra), Continua (San Gimignano, Pechino, Parigi e L’Havana), Krizinger (Vienna), Filomena Soares (Lisbona), Annette Gelink (Amsterdam), Gregor Podnar e Kewenig (Berlino), Spruth Magers (Berlino e Londra), Jan Mot (Brusselles). Spazi che assicurano un buon livello di proposte, specie se hanno accolto l’invito a presentare un vis-a-vis tra due artisti. E l’esempio più riuscito ci è sembrato quello di Marian Goodman che schiera John Baldessarri e Tino Sehgal, un confronto tra due diverse declinazioni di Arte Concettuale.
E non mancano le buone gallerie madrilene che hanno fatto quadrato intorno ad Arco, e questo in genere e’ un elemento decisivo per la tenuta di una fiera. Si tratta di Elvira Gonzalez, Espacio Minimo, Fernandez-Braso, Helga de Alvear, La Caja Negra, Leandro Navarro, Marta Cervera, Max Estrella, Parra & Romero, Sabrina Amrani, The Goma. Un bel parterre, insomma, senza citare tutte le altre spagnole (veramente tante) che hanno risposto all’appello.
Ma è soprattutto la presenza di molte gallerie messicane e sudamericane a fare di Arco un osservatorio importante per lo stato dell’arte a sud ovest del pianeta. Dalle piccole e di ricerca, come Abra di Caracas, che presenta un arrabbiato solo show di Rrika Ordosgoitti, forse un po’ troppo sulla scia di Regina Josè Galindo e Agustina Ferreyra di Puerto Rico, che presenta due interessanti lavori di Irma Alvarez-Laviada, artista che lavora sull’idea di vuoto e di pieno e che ridà una seconda vita agli oggetti, fino a quelle più affermate come Arredomndo/Arozena, Proyectos Monclova di Città del Messico, Barò Galeria, Casa Triangulo, DAN, Lucian Brito, Luisa Strina, Vermelho di San Paolo, D21 Proyectos de Arte di Santiago del Cile, Del Infinito Arte, Document Art Gallery, Ignacio Liprandi che vengono da Buenos Aires.
L’insieme di queste presenze (delle italiane in fiera vi racconteremo in un’altra occasione) fanno di Arco un appuntamento parecchio vivace. Cosa per certi versi strana, considerando che Madrid, fiera a parte, non è una città particolarmente interessante per il mercato dell’arte, con tante piccole gallerie, che hanno fatto la loro art night ieri sera, abbastanza sottotono e soprattutto di impianto parecchio tradizionale. Aggiornamenti in corso.  

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