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La video-installazione è bella da vedere per i primi 30-40 secondi, per i paesaggi, la musica, i costumi, i movimenti dei personaggi sulla scena.
Poi cominci a capire che i paesaggi, i costumi, i movimenti e la musica non cambiano, e allora capisci che si tratta di un fine prodotto estetico che non dice molto e si rivolta su se stesso all'infinito.
Un esercizio di stile ben confezionato ma inconcludente.
Il conflitto uomo donna e i legami che comunque li tengono insieme è storia vecchia che risale ai miti greci, o ci inventiamo un modo poetico (o almeno emozionante) per metterli in scena, oppure sarebbe meglio tacere.
Se in più aggiungi il fatto che gli autori se la tirano come se fossero due star che hanno creato o scoperto chissà cosa, il tutto è veramente sconfortante.
Speriamo che la rappresentazione live sia di tutt'altra pasta. E' un augurio rivolto anche agli spettatori.
Chiara, i due protagonisti se la tirano, perchè c'è sempre dietro a queste ovvie operazioni ripetite e datate, qualche "genio tuttologo" dell'establishment, che esalta i protagoni. Ormai, le video-installazioni, circolano come il denaro. Non ti pare ?