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Maurizio e Le Storie Tese. Tutto già visto, signor Cattelan…

di - 24 Marzo 2009

Che delusione. Ci avevamo quasi creduto, che stavolta Maurizio Cattelan avrebbe sorpreso davvero tutti, presentandosi – in carne ed ossa – alla Giornata di studi che, in occasione del Premio alla Carriera assegnatogli dalla 15ª Quadriennale, gli dedica in queste ore – sempre più puntuale, il vostro Exibart – il Maxxi, promossa dalla Quadriennale in collaborazione con la PARC. Avevamo scritto che c’era da aspettarsi di tutto, ma quasi per esorcizzare la cosa più banale che MC potesse fare, ovvero non presentarsi. E invece così è stato, perché qualcuno che sbandierava il nome di Maurizio Cattelan si è presentato, ma non è il legittimo titolare. Bensì Elio e Le Storie Tese, ovvero Stefano Belisari (Elio), che sta impersonando in tutto e per tutto l’artista, rispondendo alle domande dei (divertiti?) astanti, e manifestando stupore a chi sottolinea l’”incarnazione”. Certo, la somiglianza non aiuta molto: e qualcuno si domanda se forse non sarebbe stato più credibile far intervenire il solito asino… (m. m.)

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[exibart]

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  • Cattelan ha fatto bene a non partecipare, sa benissimo che ormai la piazza di Roma è occupata dalla New Gallery.

  • Ho sempre stimato cattelan, da ormai quasi 20 anni, difendendolo in molte occasioni (anche se non ha bisogno) e ritenendolo uno dei più grandi italiani di sempre, ma stavolta è stato noioso.

  • Perche' meraviglirsi, e' gia' molto tempo che i cosi chiamati "Dei del concettuale".
    Non fanno piu' nulla di rilievo di valore Artistico. Ma' solo un continuo susseguirsi d'installazioni di totale banalita'. Cercando di scioccare il publico, con l'appoggio di determinate Gallerie e
    critici.
    Come nel Mondo della Finanza, ci e' stato
    fatto ingoiare Arte Tossica [concettuale]
    che non ha niente di nuovo, creativo.
    E' sempre la stessa Polpetta ormai surriscaldata, che ha il sapore di rancido.

  • Cattelan come hirst...grandisssssimiiiii.....paraculi....!!!!!e gli scemi inneggiano.....!!!!!quando il nulla diventa fama e clamore complimenti a chi sa promuoversi.e quando parliamo di concettuale pensiamo ai Boetti, Kosuth, Paolini e pochi altri.....poi il resto serve come prodotto da vendere agli stolti, che visto il proliferare di fiere televendite ed altre manifestazioni meramente commerciali che niente hanno di artistico, sta aumentando considerevolmente.

  • Boetti, Kosuth, Paolini vi prego no .Risparmiateci almeno questo, la concettualità in un mondo così complesso è cosa troppo complicata per metterla in mano a queste persone....

  • semmai gli scemi inneggiano a kosuth che con mezzo concetto medievale si è costruito una carriera. D'accordo su Paolini, meno su Boetti, resta il fatto che l'energia di hirst e cattelan è preziosa ai nostri giorni. Bisognerebbe clonarli, così magari pure le galleriucole tristi e provinciali (da cui partono le grida sdegnate) e i collezionisti da televendita potrebbero permettersi qualche multiplo a buon mercato per non sentirsi esclusi.

    Ma quanto dovremo aspettare per leggere un commento equilibrato e argomentato (non necessariamente apologetico) sull'unico degno erede di de dominicis? Cacca oppure oro? Forse uscendo da questo schema semplicistico si potrebbe giudicare serenamente la portata del fenomeno Cattelan

  • ecco scoperto il motivo di questa crisi......non abbiamo ancora capito l'energia di Hirst e cattelan....porcaccia miseria...e chi l'avrebbe mai pensato....!!!!!Voglio rispondere alla TOTO'...."ma mi facci il piacere!!!!"o almeno che qualcuno mi spieghi bene questa energia in modo che possa eventualmente ricredermi.

  • bah, forse non sarà stata energia quella che ha trainato l'arte contemporanea a livello mondiale negli ultimi tre lustri. Sarà stata un'allucinazione collettiva...

    Le risposte alla crisi arriveranno dagli eredi di questa gente, o da chi guarda a Guttuso e Pomodoro come punti di riferimento?

    Del resto come si può discutere con chi argomenta con Totò...semmai è vero che noi italiani ci meritiamo davvero il qualunquismo di Alberto Sordi

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