L’Industria Culturale è, in Italia, un’eccellenza: il business che ne deriva può e deve essere consolidato fino a costituire un caposaldo per il rilancio dell’Economia, sviluppando il proprio potenziale sia in termini di innovazione sia in termini di crescita economica. E superando i limiti, le restrizioni e le ambiguità alimentate dal pregiudizio ideologico secondo il quale, ancora, tradizionalmente, Cultura e Profitto non possano coesistere, anzi, si elidono a vicenda.
Queste considerazioni sono alla base del workshop
Dal principio del “No Profit” al Business Etico in Cultura, promosso da Move On 1X100 nella Sala Convegni dell’Ara Pacis, a Roma. Un momento di incontro e scambio fra istituzioni, imprese e operatori culturali di tutta Italia che si confronteranno sull’applicazione concreta del principio dell’Economia della Cultura per cogliere proposte innovative, individuare limiti, opportunità, modelli e strategie che concorrano alla trasformazione di cultura e creatività in fattori di crescita economica che si traducano in punti di Pil.
In questa cornice, TestaccioLab, impresa creativa capofila del network 1×100 che promuove l’evento, presenterà un proprio modello di investimento in attività culturali che propone una risposta reale all’esigenza di innovazione che proviene da ampi settori di questo sistema. Difficile elencare tutti i grandi personaggi presenti al workshop, dal Sindaco di Roma Gianni Alemanno al Ministro della Gioventù Giorgia Meloni, al Ministro per i Beni Culturali Sandro Bondi, da Claudio Curcio (Comicon-Festival – Napoli) a Francesco Marcolini (Zetema), Emmanuele F. M. Emanuele (Presidente Fondazione Roma), Lucia Nardi (Responsabile investimenti culturali ENI), Paolo Baccardelli (Responsabile area internazionale LUISS Business School), giusto per citare qualcuno.