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Metti una giornata alla Fabbrica del Vapore: quattordici realtà si mettono a nudo, scoprendo una “città delle idee” forse ancora un po’ trascurata da Milano

di - 26 Giugno 2015
Chi non conosce la Fabbrica del Vapore? A Milano è considerata ormai un punto di riferimento per molti, animata da numerose attività svolte al suo interno, durante il Fuorisalone o  negli eventi organizzati nel grande spiazzo che domina la location. Grazie alla propria posizione la Fabbrica ha recentemente beneficiato dei miglioramenti del quartiere Isola, ottenendo di riflesso la visita di quelle persone che frequentano sempre più volentieri questa zona di Milano (la vicina Piazza Gae Aulenti è sempre affollata anche in piena notte), fino a pochi anni fa considerata periferica.
E così lo stabile ha aperto le sue porte alla stampa per presentare, per la prima volta in un unico percorso, i Laboratori che vivono all’interno di questa macchina creativa. FDVLAB – Laboratori Fabbrica del Vapore è l’associazione no profit che gestisce le quattordici realtà, costituite da eccellenze professionali che operano da anni nel campo dell’arte e della cultura locale, italiana e in certi casi internazionale. Sono presenti L’Accademia del gioco dimenticato, un’officina del gioco eco-creativo; AIACE, che si occupa di arte elettronica, in particolare di sperimentazione, accessibilità e archivio; AiEP/Ariella Vidach, pioniera fin da metà degli anni ‘90 della commistione tra danza contemporanea e tecnologia; Careof, l’organizzazione no profit per la ricerca artistica contemporanea; DAGAD, il Centro studi e ricerche sull’Architettura e sul Disegno Industriale; ILFISCHIO, che produce e divulga documentari culturali; MacchinazioniTeatrali, che si interessa dell’incontro tra arti performative e nuove tecnologie; Mascherenere, più che un semplice laboratorio teatrale; ONEOFF, che produce modelli architettonici e prototipi tramite service di prototipazione rapida, stampa 3D e taglio laser; Polifemo, un’associazione professionale costituita da tre fotografi e un grafico; Process 4, un laboratorio sperimentale di ricerca e design; SHOW BIZ, una società produttiva cinematografica e televisiva; Studio Azzurro, il celebre laboratorio ventennale di ricerca video; Viafarini, organizzazione per la promozione della ricerca artistica che di certo non ha bisogno di presentazioni.
L’obiettivo comune, anche di questa iniziativa, è la trasformazione della Fabbrica in un luogo d’arte e creatività, vissuto sia come fucina di idee e progetti concretamente realizzabili, sia come luogo d’incontro. Il tutto nasce nel 2001 quando i quattordici vincono il concorso internazionale promosso dal Comune di Milano, mentre gli spazi vengono concessi nel 2008. Il punto di partenza del nostro percorso è al primo piano, nella Stecca sinistra dell’edificio, al DOCVA (Documentation Center of Visual Arts), archivio contenente almeno 7mila video – diventando così la raccolta italiana di opere in movimento più importante del nostro Paese – nonché centinaia di portfolio di artisti e un numero infinito di cataloghi, libri e riviste inerenti all’arte. Qui, dopo una breve presentazione sulla nascita e sulla funzione di FDVLAB da parte di Alessandro Nassiri, Responsabile dell’archivio video e Presidente di Careof, cominciamo il percorso, organizzato in modo da poter visitare tutti i Laboratori nelle loro sedi, guidati da Serena Capasso e Silvia Marinoni di 54words, agenzia di comunicazione che ha sede in loco. E così via, da uno spazio all’altro, ascoltando la voce di un rappresentante del gruppo di lavoro, che ci spiega il proprio percorso e i progetti futuri. Ciascuno dei Laboratori a suo modo desta interesse per la propria storia, per la passione di chi ci lavora e per quello che viene realizzato.
Una giornata, insomma, per scoprire chiaramente come i progetti promossi da tutte queste realtà costituiscano un profilo di alto livello e si qualifichino come proposte interessanti sotto molti punti di vista. Qui nascono idee, progetti e attività, ma quando tutto questo verrà compreso profondamente? La Fabbrica dimostra ancora una volta di essere un polo culturale di grande rilevanza nel paesaggio artistico e creativo milanese. Speriamo che questa apertura sia l’inizio di una nuova fase, che porti sempre più fruitori e collaboratori. Non possiamo far altro che incrociare le dita, perché ne vale davvero la pena. (Micol Balaban)

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