Sotto la guida dell’aforisma “abbi cara ogni cosa”, pensato per la capacità dell’arte di gettare una luce di attenzione sulle cose e di generare valori che la storia, il collezionismo e i musei decidono di custodire, con un gesto di cura, si è svolta stamattina, a Palazzo Marino di Milano, la conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2019 di miart. Una fiera che si consolida e che, anche stavolta, tira fuori grandi nomi che scelgono la platea meneghina: Cabinet, Corvi-Mora, Marian Goodman Gallery, Hauser & Wirth, Herald St, Galerie Thaddaeus Ropac e Tucci Russo, tra le altre.
Sala gremita, relatori puntualissimi. Il direttore Alessandro Rabottini, spiega l’origine del “tema”: «Ci siamo chiesti di che cosa ha bisogno l’arte in questo momento storico, e ci siamo risposti “di cura e attenzione”». Ed ecco che anche la serie consolidata dei miartalks (di nuovo in collaborazione con In Between Art Films) avranno come tema la responsabilità sociale, la diffusione dell’arte italiana e il bene comune nel design e nello spazio pubblico. A latere ma sempre ben in vista, c’è la capacità inclusiva della città di Milano, «Per cui anche in fiera ci si può permettere di “raccogliere” le forme d’arte più varie», spiega il direttore, e il riferimento è alla sezione Object, dedicata al design, e a quella del Moderno, alla quale prenderanno parte gli indiscussi nomi che offrono meraviglie del scorso secolo: Cardi e Galleria d’Arte Maggiore G.A.M., Galleria dello Scudo e Mazzoleni, Repetto Gallery e Gian Enzo Sperone, solo per citarne alcuni.
E ancora: 18 direttori e curatori internazionali saranno parte delle giurie responsabili del Fondo di acquisizione Fondazione Fiera Milano e dei 5 premi che la fiera milanese assegna alle gallerie e agli artisti, che vengono tutti riconfermati anche quest’anno: Premio Herno, Premio Fidenza Village per Generations, Premio On Demand by Snaporazverein, Premio LCA per Emergent, Premio Rotary Club Milano Brera per l’Arte contemporanea e i giovani artisti.
Dulcis in fundo, l’art week: anche quest’anno il Comune accompagnerà la fiera con un’intera settimana di inaugurazioni, mostre e performance che si estenderanno all’intera città. Tra gli eventi da non perdere, gli opening della mostra dedicata a “Renata Boero. Kromo-Kronos” al Museo del Novecento, mentre Anna Maria Maolino con “O Amor Se Faz Revolucionário” sarà al PAC; Sheela Gowda all’HangarBicocca e Lizzie Fitch e Ryan Trecartin per Fondazione Prada; Lygia Pape alla Fondazione Carriero, Sophia Al Maria alla Fondazione Pomodoro; “Il Soggetto Imprevisto. 1978 Arte e Femminismo in Italia” ai Frigoriferi Milanesi; Carlos Amorales alla Fondazione Pini, mentre Hans Josephsohn nel nuovo ICA Milano.
Ancora top secret, invece, il tradizionale progetto speciale commissionato dalla Fondazione Trussardi.
In home e in alto: Horizon, campagna visiva Miart 2019. Fotografo: Jonathan Frantini. Art Direction: Francesco Valtolina (Mousse). Assistente Art Direction: Anita Poltronieri (Mousse). Assistente fotografo: Francesca Gardini, Giacomo Lepori. Casting: Semina Casting