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Milano, il filosofo Zecchi è il nuovo assessore alla cultura

di - 8 Marzo 2005

Stefano Zecchi (Venezia, 1945), professore ordinario di Estetica presso l’Università degli Studi di Milano e già presidente dell’Accademia di Brera è diventato –in questo periodo di grane soprattutto sul fronte Teatro della Scala- assessore alla cultura del Comune di Milano.

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  • Complimenti a Zecchi, il mio docente dei tempi dell'Università.
    Persone come lui sono indispensabili perché davvero colte, pensatrici e schiette nel parlare!!!!

  • Ubi major minor cessat? Complimenti lo stesso a Zecchi che non mi sembra né più bravo né peggio dei suoi predecessori. Speriamo che la cultura con la C maiuscola sia sempre nei pensieri dell'amministratore delelgato dell'azienda Comune di Milano.

  • Altro che Zecchi...il professore è una Zecca...Assopigliatutto...ma l'Italia è un paese libero, democratico, pluralista, dove funziona tutto, soprattutto la giustizia, il rispetto nei confronti dei cittadini onesti e lo Stato sociale. Viva Verdi! Zecchi è un eroe...pardon Zecca!

  • Con tutto il rispetto che ho per il "filosofo" Zecchi, ma come Assessore alla Cultura preferisco più le sorelle Lecciso: sono più vere e autenticamente progressiste, e poi...sono anche delle belle donne, e l'Italia ha bisogno del Bello, ma non quello predicato dal prof. Zecchi. Il guaio dell'Italia, che non riesce a stare ai tempi con un'altra Europa, sono questi conservatori-reazionari che si nascondono sotto ogni colore, di sinistra, di centro e di destra(vere palle di piombo al piede). Che palle!

    Quand'è che organizzano un "Grande Fratello" con tutti questi "cervelloni" che giocano ad apparire in televisione e ci fanno solo "ridere" con le loro cazzate (rubando il mestiere ai comici), pretendendo di darci delle lezioni sulla conoscenza, sulla vita, sulla realtà, sulla politica, sul sesso, sull'arte, sulla cultura e su tutto?...

    Saluti alla redazione e a tutti i progressisti veri che vogliono cambiare il destino del nostro paese, facendolo uscire da questo provincialismo italico che da anni ci sta solo mortificando...in tutti i campi. Solo la Ferrari di Maranello mantiene alto la nostra bandiera...ma è poca roba...anche perché siamo abitanti del mondo.

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