Il 21 marzo la galleria Ciocca Arte Contemporanea inaugurerà, con una personale dell’artista americano Mick O’Shea, la sua nuova sede in via del Lauro 8 a Milano. Nato nel Massachusset nel 1967 Mick O’Shea vive e lavora a New York dove ha esposto al P.S.1 (Toy box e Greater New York nel 2000 e Field day nel 2001), al Bronx Museum for the Arts (AIM,2000) e al World Trade Center (Viewing, 1999). Il titolo della mostra Art world riprende una delle opere presentate: un’installazione di grande formato che riproduce un vero e proprio villaggio dell’arte ricostruito con materiali presi a prestito dal mondo dell’arte contemporanea. La città è formata da 3000 casette ricavate dagli inviti di varie gallerie che hanno esposto i lavori di Mick O’Shea o dei suoi amici, da 22 mulini a vento (costruiti con ottone, legno, tubetti di colore e ventilatori elettrici), e ancora da 75 barattoli di vernice circondati da staccionate bianche e fiori. Aeroplanini e trenini elettrici completano questo castello di carte. Lo spettatore si aggirerà così, come un novello Gulliver, in questo paese dei balocchi, fragile ed effimero, con il potere, reale, di conservarlo o disperderlo con la facilità di un soffio. La seconda installazione esposta è ispirata al “Dazzle Camouflage”: una strategia ideata durante la grande guerra per criptare gli armamenti. Questo trucco, ideato contemporaneamente sia dagli inglesi che dai tedeschi, consiste nel dipingere con vernici brillanti gli strumenti bellici, rendendone così più facile l’ individuazione, ma, allo stesso tempo, impedisce la stima della distanza. Nell’opera “Dive Bomber Dazzle” l’artista mimetizza un modellino di aeroplano col pavimento. Dipingendo entrambi con ovali obbliga lo spettatore a fare uno sforzo per individuare l’oggetto; creando così una forte metafora sulla peculiarità tutta umana di mascherare noi stessi per mostrarci in società.
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