È stato uno dei più lucidi osservatori della contemporaneità, critico della società dei consumi e dei mezzi di comunicazione, e uno dei teorici del pensiero posmoderno. Jean Baudrillard è morto martedì 6 marzo a Parigi, all’età di 77 anni. Germanista di formazione e traduttore di Bertold Brecht, vicino a Roland Barthes ed al pensiero di Marshall McLuhan, è stato uno dei fondatori della rivista Utopie (1967/1980). Fra le centinaia di opere di cui è autore, da menzionare Il sistema degli oggetti (1968), La società dei consumi (1970), Simulacri e simulazione (1981), Guerra virtuale e guerra reale. Riflessioni sul conflitto del Golfo (1991), America (1997), Requiem per le Twin towers (2002). Molti dei suoi studi lo hanno portato ad occuparsi di temi contigui alla creatività, da L’effet Beaubourg (1977) al saggio su Enrico Baj (1980), da Sur la photographie (1999) a Les objets singuliers: architecture & philosophie (2000), scritto con Jean Nouvel, a Patafisica e arte del vedere (2002). Alla figura di Baudrillard Exibart dedicherà quanto prima un ampio e articolato approfondimento, già in preparazione.
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ce be fossero di baudrillard quarantenni in giro...
Io sono così, anzi più come Debord, ma ne soffro. Ho una visione negativa della società, del suo totale svuotamento di senso e di contenuto