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Mostra del Morazzone a Varese, nel “curatorial thriller” la spunta Sgarbi. Forse…

di - 1 Maggio 2009
Lo scenario sembra stato preparato, è il caso di dirlo, a regola d’arte. Una grande attesa – sono anni che se ne parla -, il grosso nome – quello di Vittorio Sgarbi -, qualcuno che non gradisce – il conservatore dei Musei Daniele Cassinelli -, le inevitabili polemiche. E infine, tutto come previsto: a occuparsi della mostra-evento che aprirà la stagione 2011 delle grandi esposizioni a Varese, dedicata a Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone (Morazzone, 1573-Piacenza 1626), sembrerebbe proprio il critico d’arte. A lui, del resto, si deve la proposta del ritorno del Morazzone in patria dopo la rassegna del 1961-62 curata da un’allora giovane Mina Gregori. Il Morazzone fu un artista grande e fecondo nell’epoca della Controriforma. Lavorò nella basilica di San Pietro, nella cappella del Rosario in San Vittore e al Sacro Monte di Varallo. Lasciando quindi una forte impronta sul territorio varesotto. Logico dunque che l’idea della mostra sia piaciuta al sindaco Attilio Fontana, e al suo vice Giorgio De Wolf, che nei giorni scorsi hanno parlato a lungo con il critico. L’accordo sembra cosa fatta. La sede prescelta dovrebbe essere Palazzo Estense, che ospita la sede del Comune, sancendo così il suo ritorno nel grande circuito della mostre che contano. Ma non tutti nella città giardino sono d’accordo. Nelle scorse settimane sulla stampa locale sono comparse notizie contraddittorie, soprattutto dopo che era stata annunciata la partecipazione di Sgarbi alla serata dando per certo che fosse giunto in città proprio a concludere sulla mostra. Cassinelli aveva subito dichiarato di aver già contattato una serie di studiosi. E in affetti, il 17 marzo scorso la Giunta aveva deliberato il calendario di esposizioni del Castello di Masnago (non a Palazzo Estense) tra la fine del 2009 e il primo semestre del 2011 e nel documento, firmato appunto da Cassinelli, la mostra sul Morazzone risulta in programma tra febbraio e giugno del 2011, con possibili curatori Alessandro Morandotti e Francesco Frangi e l’autore del catalogo generale di Morazzone, Jacopo Stoppa, pubblicato nel 2003 per la Five Continents. Non Vittorio Sgarbi. Una cosa è certa. Tra le rassegne già previste ci sono una mostra dossier sulla scultura lignea del Rinascimento legata alla terra varesina (a novembre), “‘Le Arti a Varese tra XIX e XX secolo” in collaborazione col Fai. A ciò si aggiungono la risistemazione dei servizi (guardaroba, illuminazione, bookshop), la valorizzazione del patrimonio del Museo, il completamento della campagna catalografica e la pubblicazione di una guida e di un catalogo ragionato. Come andranno, allora, le cose sotto le Prealpi? Lo vedremo nei prossimi mesi. Intanto, il can can mediatico un risultato lo ha raggiunto: a Varese non si parla (o quasi) d’altro. Che sia tutta un’operazione di marketing? (elena percivaldi)

[exibart]

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