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Musica per menti libere. Al via il Festival Ossessioni, tra omaggi a John Cage e luci danzanti

di - 10 Settembre 2017
Dall’ambiguità armonica di Erik Satie alla luce da ascoltare, dai silenzi di John Cage ai suoni polimaterici. Inizia oggi, 10 settembre, OSSESSIONI / Concetti sonori per menti libere, nuovo festival di musica contemporanea, organizzato dal Museo Carlo Zauli, istituito nel 2002, a Faenza, per ricordare la figura dello scultore Carlo Zauli, con una collezione permanente che comprende opere di Alberto Garutti, Mathieu Mercier, Sisley Xhafa e Jonathan Monk, tra gli altri. Il Festival, in collaborazione con Scuola Sarti, si inserisce nell’ambito del programma di attività culturali e si svolgerà fino al 13 settembre.
Si parte domenica, 10 settembre, alle 18, con Guovssahas, la luce che si può ascoltare, una conferenza-concerto che prevede una prima parte incentrata su miti, leggende e spiegazioni scientifiche del fenomeno delle aurore. A seguire, una selezione di brani per violino e pianoforte, composti da autori originari dei luoghi in cui è possibile osservare tale fenomeno celeste, la cui luce danzante è possibile rinvenire nei ritmi delle note. Il secondo appuntamento è con Piano Soundscapes, il format con cui Lorenzo Meo porta all’attenzione del pubblico un vario caleidoscopio sonoro e stilistico di musiche del XX e XXI Secolo. Dalla forza onirica del virtuosismo strumentale di Gianluca Deserti passeremo agli immaginari paesaggi lunari di Giulia Monducci e alle sonorità metafisiche di Luigi Pizzaleo, accanto al vigore ritmico dell’estone Jaan Rääts e alle magnetiche trame sonore della finlandese Kaija Saariaho. Il 12 settembre, Agnese Toniutti suonerà un omaggio a John Cage, durante il quale potremo ascoltare alcune delle sue invenzioni più conosciute e divertenti, come l’utilizzo del Toy Piano e del pianoforte preparato, capaci ancora oggi di destare curiosità e meraviglia. A chiusura del festival, il 13 settembre, Matteo Ramon Arevalos eseguirà brani di compositori pionieri della trasformazione sonora del piano: Erik Satie, che posizionò sulle corde dei fogli per ottenere un suono più meccanico, Henry Cowell, tra i primi a suonare sulla cordiera del pianoforte, e John Cage. Arevalos eseguirà anche una propria composizione, ispirata alla rifrazione della luce, con gli elementi polimaterici dell’artista Roberto Pagnani.
In home: Matteo Ramon Arevalos, foto di Victor Polyakov

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