Giunge alla dodicesima edizione a Parma del Festival Internazionale
Natura Dèi Teatri, dedicato quest’anno al tema
Opere Turbate, con esperienze teatrali, visive, performative, poetiche, musicali e di danza che hanno saputo raggiungere particolari esiti critici ed estetici nel panorama internazionale delle ricerche artistiche contemporanee. Si parte nella simbolica atmosfera del Palazzo Ducale di Colorno, con il debutto della nuova creazione di
Lenz Rifrazioni,
Dantons Tod, tappa conclusiva del progetto quadriennale dedicato alle opere di
Georg Büchner. Sempre in prima nazionale Lenz Rifrazioni presenta poi la performance
Daphne_You must be my tree, nuovo paragrafo della compagnia parmense
Radical Change, scrittura performativa contemporanea ispirata a
Le Metamorfosi di
Publio Ovidio Nasone. I tanti luoghi del Festival si animano di esperienze stimolanti dedicate ai linguaggi del teatro, della danza, della musica, dell’immagine e dell’arte contemporanea: la danzatrice e coreografa islandese
Erna Ómarsdóttir presenta a Lenz Teatro – insieme al musicista e compositore
Johann Johannsson –
IBM-1401, A user’s manual, un’intensa riflessione sul rapporto tra l’uomo e le macchine. La danzatrice portoghese
Cláudia Dias, una delle artiste prodotte dalla compagnia Re.Al, si esibisce in
Visita Guiada e alla Sala civica di S. Polo di Torrile in un esito laboratoriale dal titolo
Real Time Composition. La Corte di Giarola di Collecchio ospita
Building after catastrophes, il debutto del nuovo lavoro delle artiste tedesche
Eva Meyer-Keller e
Sybille Müller, realizzato come un vero work in progress che si conclude con l’esito di un laboratorio condotto con alcuni bambini sui temi delle catastrofi naturali. Sempre sul versante coreografico anche
Marina Giovannini, storica danzatrice della compagnia Virgilio Sieni Danza, che presenta lo studio
Novella di Carne e
Habillè d’eau con Beate. Come sempre il festival è attento anche all’arte contemporanea, con diverse mostre ed eventi di spicco, fra cui la proiezione dell’opera video
Who’s Listening? dell’artista taiwanese
Tseng Yu-Chin, tra le presenze più significative di
Documenta 12. (
jacopo lanteri)