Il 17 di dicembre a Pisa, dalle ore 11, alla presenza del Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Giuliano Urbani e del Ministro per i Trasporti e le infrastrutture, Pietro Lunardi, si completeranno le operazioni di sollevamento e trasferimento alla sede per il restauro, del secondo, grande relitto navale romano del cantiere di scavo di Pisa S. Rossore.
La grande barca “C” , i cui lavori di restauro, nel laboratorio allestito presso lo stabilimento della Teseco di Pisa si protrarranno orientativamente per i prossimi quattro anni, mantiene in eccellente stato di conservazione la maggior parte degli elementi strutturali, quali la chiglia, il paramezzale, le ordinate, i correnti, la cassa di mastra e la corrispondente scassa dell’albero, il bordo della murata e le bitte di prua.
Il sollevamento della seconda imbarcazione, ad oggi la più grande dei 20 scafi identificati in tutto il complesso archeologico, segna un momento assai importante per il sito, che, in virtù degli ultimi accordi fra la Soprintendenza Toscana e la Rete Ferroviaria Italiana A.p.a, è destinato ad essere esplorato nel corso dei prossimi anni, secondo i tempi e i modi d’indagine via via più aggiornati.
Inoltre, con il prosieguo di tutte le attività connesse allo scavo di S. Rossore, la realizzazione di un sistema aggregato – formato dal cantiere stesso, dal laboratorio di restauro e dagli arsenali medicei, futura sede del museo – che prevede l’avvio di attività di carattere scientifico e tecnico da associare ad attività conoscitive e didattiche al servizio della città e dei visitatori, si appresta a divenire una realtà assai vicina.
Si tratta di un’impresa non priva di difficoltà sul piano della gestione e dell’organizzazione, la cui realizzazione sarà possibile grazie al sostegno delle Istituzioni pubbliche coinvolte ed anche a talune forze imprenditoriali ed economiche private.
E proprio in quest’ultimo quadro si colloca la collaborazione con il Gruppo Teseco, presso il cui stabilimento di Ospedaletto è in via di allestimento il laboratorio di restauro.
Il Gruppo Teseco in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, la Provincia di Pisa, il Comune di Pisa, nell’occasione del sollevamento e del trasporto della grande barca “C”, inaugurerà nella palazzina degli uffici, sede della collezione Teseco, “Terraforming” un progetto dell’artista Loris Cecchini , a cura della Fondazione Teseco per l’Arte.
E’, questa, una delle rare occasioni in cui un artista contemporaneo utilizza in una sua opera alcuni reperti archeologici: anfore e altri frammenti provenienti dallo scavo di San Rossore.
“Terraforming” nasce nel tentativo di dare una visione diversa rispetto alla percezione usuale dei manufatti antichi e del loro carico di storia e testimonianza.
La struttura, progettata come un insieme di tavoli sovrapposti e traslati sulla loro asse centrale, crea un unico volume interno. I reperti sono appoggiati su una forma scultorea all’interno del volume che evoca una sorta di terreno / geografia.
La particolarità legata alla visione dell’insieme è la semitrasparenza dei piani di contenimento, i quali sono schermati dalla pellicola OLF (Optical Lighting Film Fresnel Lens ) prodotta dal Gruppo 3M, la quale, grazie alle sue peculiari proprietà ottiche, modifica l’immagine retrostante in modalità e condizioni variabili.
I reperti, dunque, saranno svelati e allo stesso tempo nascosti: negati alla percezione, ma anche rivelati in una dimensione vicina al miraggio e all’apparizione. “Terraforming” è una metafora della presenza – assenza della storia e del nostro relazionarsi ad essa.
Un testo di Sergio Risaliti accompagnerà la presentazione dell’opera.
[exibart]
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