Categorie: Speednews

New York/Le fiere. Rush finale a Frieze, parlando con i galleristi. L’oro? Da queste parti luccica solo il mercoledì

di - 18 Maggio 2015
L’ultimo giorno a Frieze è un altro decisamente affollato, ma non ha forse il pubblico giusto. Certo, è pur sempre domenica, è pur sempre il rush finale, e come ben sappiamo gli affari si fanno in altri momenti, «anche se dipende dalle fiere», ci dice la gallerista milanese Raffaella Cortese, che espone Zoe Leonard, Francesco Arena, alcuni disegni di Joan Jonas, tra gli altri pezzi.
«Frieze è una fiera di altissima qualità, ma si sviluppa in un giorno: quello della preview. Specialmente quest’anno tutto si è fatto in quelle ore, vuoi perché è la giornata vip, ma anche perché i collezionisti non tornano i giorni successivi, specialmente per la scomodità della location». E ce lo dicono chiaramente anche Sikkema Jenkins & Co. di New York (nella foto di copertina l’installazione di Kara Walker) e i superbig di Houser & Wirth: tutto si fa mercoledì.
E poi si, in effetti Randall’s island proprio comoda non è, ed è piuttosto costoso arrivarci (il traghetto dal Pier 35, per il pubblico generale, si paga 18 dollari). Eppure pare che in tantissimi abbiamo scelto di fare la gita fuori Manhattan proprio da queste parti, col risultato che per certi versi Frieze sembra un approdo sicuro per famigliole con prole in tenera età e giovani in tenute decisamente sportive. E tutti si mettono ordinatamente in fila per sperimentare gli ambienti di Frieze Projects.
Martin Soto Climet e il giovanissimo Henrik Olai Kaarstein sono gli artisti che invece propone T293, Roma-Napoli, in uno stand molto oggettuale e molto ben allestito: Climet partendo da oggetti trovati realizza piccole sculture preziose, un po’ inquietanti un po’ ironiche, Kaarstein (foto sopra) dipinge su borse da viaggio in acrilico e cera, smaterializzandone l’originaria funzione. Come sono andate le cose? Il giudizio su Frieze qui è positivo: «È una fiera su cui puntiamo ancora molto». Dello stesso avviso anche Galleria Continua, la big one italiana che qui porta tra gli altri Loris Cecchini, Pascale Marthine Tayou e Carlos Garaicoa.
I prezzi, in effetti, si sentono chiedere un po’ ovunque dal pubblico, mostly curiosity probabilmente, eppure più andiamo avanti e più le risposte che raccogliamo sono un po’ laconiche: si dice “bene” probabilmente perché in fondo, essere qui, dove uno stand costa suppergiù 30mila dollari (le cifre in chiaro sul sito della fiera) è già dimostrazione di un consolidato, o ottenuto, successo. That’s all folks!

Articoli recenti

  • Progetti e iniziative

Ekrani i Artit 2026, a Shkoder il festival che rallenta il tempo delle immagini

Ekrani i Artit è il festival che porta in Albania il cinema sperimentale, la videoarte e la cultura visiva contemporanea:…

26 Maggio 2026 18:30
  • Mostre

Meglio riderci su. Ottant’anni di ironia nell’arte contemporanea

Da Piero Manzoni a Maurizio Cattelan, passando per più di 130 artisti: al MAXXI di Roma Tragicomica racconta ottant'anni di…

26 Maggio 2026 17:01
  • Mostre

Non vedo nomi, vedo soltanto verbi. Edson Luli al Centro Trevi-Trevi Lab di Bolzano

"I don’t see any nouns, I see only verbs", in programma fino al 6 giugno a Bolzano, nell'ambito ddel festival…

26 Maggio 2026 16:45
  • Teatro

«L’odio nasce dal fallimento della società»: il teatro sporco di Dino Lopardo

Alla Primavera dei Teatri di Castrovillari con il volume "Affogo" e l’anteprima dello spettacolo "Rigetto", Dino Lopardo ci racconta la…

26 Maggio 2026 14:30
  • Fotografia

Yeast Photo Festival apre la Open Call per curatori europei e pugliesi

Yeast Photo Festival apre la Open Call for Curators 2026: candidature entro il 7 giugno per due progetti espositivi tra…

26 Maggio 2026 12:30
  • Attualità

Pietro Vallone è il nuovo presidente dell’associazione ANGAMC: cambio di guida per le gallerie italiane

Partner e direttore finanziario di MASSIMODECARLO, Pietro Vallone sarà il nuovo presidente dell'associazione delle gallerie d'arte ANGAMC per il quadriennio…

26 Maggio 2026 11:30