La novità più rilevante dell’edizione 2009 è l’introduzione di
Frame, una nuova sezione dedicata a personali di singoli artisti, che ospita 29 gallerie – per l’Italia ci sono
Monitor da Roma e
Franco Soffiantino da Torino – aperte da meno di sei anni.
Con un totale di 164 espositori, prende il via al Regent’s Park la settima edizione di
Frieze, la fiera londinese ormai stabilmente posizionata fra le rassegne di riferimento a livello globale. Per la qualità e la selezione dei partecipanti, ma anche per la brillantezza e il dinamismo organizzativi, capaci di rinnovare continuamente l’evento con sempre nuovi spunti di attrazione.
Dai
Frieze Projects, progetti speciali che quest’anno coinvolgono gli artisti
Mike Bouchet, Kim Coleman e
Jenny Hogarth, Ruth Ewan, Ryan Gander, Per-Oskar Leu, Monika Sosnowska, Stephanie Syjuco, ai
Frieze Talks, incontri con artisti, filmmakers, designers, curatori ed opinion makers, con nomi come John Baldessari, Roger Hiorns, Hella Jongerius, Sylvère Lotringer, Agnès Varda.
È il
Turner Prize-winning Martin Creed il protagonista di
Frieze Music, mentre è alla sua prima edizione anche lo
Stand Prize, promosso da Champagne Pommery e destinato – 10mila sterline – alla galleria giudicata più innovatrice della fiera.
Le gallerie: difficile citare qualcuno, nella straordinaria selezione che ha pochi eguali al mondo, dalle corazzate newyorkesi
Gladstone,
Marian Goodman,
Lehmann Maupin,
Matthew Marks,
Michael Werner,
David Zwirner, alle quali rispondono le londinesi
Gagosian,
White Cube,
Hauser & Wirth,
Lisson,
Max Wigram, fino a
Yvon Lambert e tantissimi big players, anche da paesi “emergenti”.
Undici le italiane nella main section, con Milano rappresentata da
Massimo De Carlo,
Francesca Kaufmann,
Giò Marconi,
Suzy Shammah e
Zero, affiancate da
Franco Noero e
Sonia Rosso (Torino),
Raucci/Santamaria e
T293 (Napoli),
Massimo Minini (Brescia) e
Lorcan O’Neill (Roma).