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Night Club Venice. Torna domani in un luogo molto particolare “Nitty Gritty”, il progetto queer di Venezia, a metà tra l’evento e la Public Art

di - 3 Luglio 2014
L’appuntamento è in una location decisamente particolare: il Circolo 7 Martiri, situato nel sestriere di Castello, proprio tra i Giardini e l’Arsenale della Biennale. Nato come circolo comunista è uno dei posti più curiosi della città di Venezia: atmosfera d’altri tempi, pareti piene di immagini che assomigliano quasi a ex voto e un’immagine di Cristo che resta accanto a quella del partito. Un luogo che, insomma, piace e non poco agli amanti dell’arte, a tutti gli hipster biennaleschi, agli occhialuti e trendyssimi studenti di Cà Foscari o IUAV. Perché diciamocelo, affascina tutti essere un po’ “alternativi”. Qui, però, l’alternatività oltre a festa diventa coscienza. E così domani sera, dalle 19.30, avrete tutti i motivi per partecipare alla seconda edizione di “Nitty Gritty”, il progetto di Arte Pubblica che trasformerà con un gruppo di singers filippini, un set live di musica elettronica e performance tra dj, manga e karaoke il locale in un club dalle connessioni impreviste, di una nuova comunità che si ibriderà con quella cittadina e del rione.
Ideato da Simone Basani, giovane performer e autore con pathosformel e Virgilio Sieni, la “Nitty Gritty” Night ha come obiettivo quello di attraversare la città con un dispositivo di pratiche e di riflessioni queer, facendo interrogare luoghi, corpi, immaginari specificatamente nel centro storico veneziano, per sua stessa natura storto, ambiguo e bizzarro, liquido e capace allo stesso tempo di tenere insieme e sommerse tracce di vita singolari. «Quello che prenderà vita – assicurando gli organizzatori – sarà qualcosa di inesistente a Venezia, sotto forma di luogo inusuale, di impronta estetica, di spazio sociale e di tracce di immaginario». Oltre ai dj e musicisti, ci saranno anche esibizioni di stripper non professionisti, uomini e donne, «preparati per intervenire in maniera cosciente e critica sulla rappresentazione della propria immagine e sull’autocostruzione della propria pubblica soggettività».
E in attesa dei “Nitty Gritty Talk”, la serie di appuntamenti per indagare le questioni-chiave sollevate dalla messa in scena del club e che durante il prossimo autunno raduneranno una serie di ricercatori, operatori culturali, docenti, chiedendo loro contributi, appunti, riflessioni, in luoghi diversi della città, godetevi intanto la seconda puntata di uno show decisamente cangiante.

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