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curiosa la notizia, ma non mi meraviglia...
sulla "vagina" ci lavora anch'io artisticamente parlando, ma quanto meno ne ho una.
che abbiamo "censurato" l'opera non mi meraviglia, mi infastidisce, invece, che pure in un processo creativo di liberazione, e/o consapevolezza di una questione di genere, ci "speculino" ancora uomini...
dubito che potesse essere realmente un'opera "autentica"..
non va bene censurare :basta ricordare un bel precedente "l'origine del mondo" di Courbet , originale, sensuale senza bisogno di giustificazioni .E' del 1866!!!!!!!!!!!!!!!!!1Niente di meglio sotto il sole.
si, Gli invitati?
Penso che l'opera in questione è stata ritirata solo perchè un bigotto con un minimo di potere politico si è scandalizzato. L'iconologia socialmente accettata non prevede vagine, ne falli, ne altro di simile! CENSURA! questo è tutto!...E quando è di questo che si tratta, il gesto che dovrebbe effettivemente destare il disappunto del pubblico è quello del censore, che preferisce nascondere a tutti quello che egli non vuole vedere anzicchè lasciare che l'osservatore giudichi guardando l'opera e si faccia un'opinione propria. Anche quando, a poco tempo dalla sua morte, si allestì una personale di Perez a Castel Santelmo qualcuno ha avuto da ridire circa le varie parti intime in bella vista. In quel caso però, per una serie interminabile di buone ragioni che non sto qui ad elencare, la mostra non fu mutilata dei suoi pezzi migliori, anzi le parole di disapprovazione del curato di turno attirarono molti più visitatori del previsto. Possiamo dire che il popolo napoletano ha conosciuto uno dei suoi più grandi scultori perchè "qualcuno si è scandalizzato". La censura è certamente la peggiore delle nostre nemiche, che però se non viene da un pulpito forte e influente, può fare solo pubblicità. Insomma "nel bene o nel male, purchè se ne parli!"
P.S.Ciao Carmen! è un piacere ritrovarti qui!
Ancora una volta l'imbecillità al potere ha dato i suoi frutti, demonizzando un'opera d'arte. E non ha senso demonizzare anche il sesso dell'artista, perché non ha importanza se è un uomo o una donna: è semplicemente da stupidi.
E' bene che vi rendete conto, cari artisti, critici, ecc. ecc... che oggi siamo tornati a posizioni culturali pre-courbettiane... vi hanno fatto rimuovere ormai ogni libertà di pensiero, di forma... acquisite con immane fatica da vostri predecessori... Donne comprese...
Chiarimento da parte del curatore di Marte, mostra collettiva d’arte contemporanea (a Belluno, dall’8 al 29 marzo).
Rispondo alla breve nota, compilata da un redattore male informato (d.c.), apparsa su Exibart on-line a proposito dell’opera “Otto marzo”, di Mario Padovani, consistente in una vulva in cera d’api, presentata su un piatto di porcellana, ed esclusa dalla mostra M-Arte.
La collettiva M-arte fa parte di una serie di iniziative promosse e realizzate dalla Provincia di Belluno, all’interno della Settimana Rosa, ovvero una rassegna di eventi sul tema della donna, messi a punto in coincidenza con la festa dell’8 marzo. La Provincia, ha dato l’incarico a chi scrive di realizzare, in tale occasione, una mostra d’arte contemporanea.
Ecco dunque che il gruppo di GaBLs (un collettivo aperto di giovani artisti di origine bellunese, ideato dallo stesso curatore, segnalatosi recentemente con un brillante evento espositivo: la prima edizione di GaBLs appunto), si è rimesso all’opera.
Lo scorso dicembre, GaBLs ha portato nel capoluogo veneto circa 10.000 persone. Tale evento, realizzato grazie al supporto dell’amministrazione, è emerso chiaramente per il suo carattere di novità, dinamicità e coraggio, ottenendo un successo imprevisto in un territorio per nulla abituato a fruire di questo genere di contenuti artistici. Le scelte curatoriali, sono state in quel caso assolutamente libere, e la mostra ha inaugurato un dibattito fresco ed aperto. L’operazione culturale, che ha avuto molto rilievo anche fuori del contesto locale, è stata persino trasgressiva, e all’inizio ha generato perplessità. Imbiancare il Cubo di Palazzo Crepadona, che Mario Botta, nostro buon amico ed estimatore, aveva dipinto di rosso per l’allestimento della precedente mostra su Tiziano, per popolarlo di enormi figure animali inquietanti, è stato un atto deciso e forte, che abbiamo dovuto difendere. Inserire in mostra opere come Game Over o Fallen Angel di Giacomo Roccon (per citare un solo autore, gli altri sono presenti in http://www.gabls.it), opere potenti e dirette, che senz’altro possono turbare, ma che non sono state usate per scandalizzare, è stato un atto voluto e difeso dal curatore e da nessun altro. Ne è risultata una vera mostra d’arte contemporanea, ed un’esperienza culturale nuova e feconda, ancora più interessante in quanto sorta in un ambito periferico.
Con M-Arte, il gruppo è tornato dunque al lavoro. In questo caso però, la mostra non è stata ideata dal curatore, assieme al gruppo, come nel caso precedente. Non è stato il curatore al andare dall’amministrazione a proporre un progetto, ma l’ente stesso, che, avendo apprezzato lo spirito ed il lavoro di GaBLs, ha, si può dire, commissionato un evento, coprendone tra l’altro quasi integralmente i costi. Il committente aveva quindi, sin dall’inizio, il diritto di entrare nella mostra, senza che per questo nessuno di noi avesse a sentirsi controllato, censurato, defraudato, limitato nella propria azione, o poco coerente. Infatti, non è stato imposto alcun tipo di linea, o di taglio, data la fiducia nei confronti di GaBLs, che è un gruppo giovane di artisti talentuosi che lavora con serietà e passione. Le circostanze ambientali di questi ultimi mesi, con i gravissimi fatti di cronaca che hanno visto le donne vittime di episodi ripetuti di violenza, ed il ruolo istituzionale dell’ente pubblico, hanno fatto sì che la suddetta opera “8 marzo” sia stata giudicata, ancorché stimolante ed intelligente nel significato, talmente forte nell’immagine da poter offendere la sensibilità di una parte dell’opinione pubblica. Nessun’altra considerazione è entrata nella scelta di escludere l’opera dalla rassegna, oltre a questa.
Tutto ciò non ha nulla a che vedere con la censura, ideologica, morale, o estetica, del potere, con la libertà dell’artista, con la coerenza di un curatore. Il curatore, che ha un progetto culturale ambizioso, a lungo termine, con il gruppo di GaBLs, ha meditato saggiamente, prima di agire. Avendo avviato un percorso che già dal suo esordio si è dimostrato innovativo, e che muove il consenso, egli sa benissimo che è necessario, in questo momento, non distrarsi, non perdere di vista l’obiettivo, non mandare allo sbaraglio il gruppo, e continuare a lavorare con equilibrio e intelligenza costruttiva.
La libertà è relazione intelligente con il contesto. Non far caso alle circostanze, ai contesti, porta spesso ad agire con sciatteria omologante.
La collettiva M-Arte presenta moltissime opere interessanti, critiche, forti, di un gruppo di artisti motivati, che vale senz’altro la pena di vedere. Sono convintissimo del fatto che il fenomeno di GaBLs sia meritevole di attenzione nel suo complesso, e lo dimostra da mesi. Non tutti gli eventi culturali ed artistici proposti in città hanno lo stesso riscontro, né riescono ad instaurare un dibattito vivace. Oggi, molti soggetti ci osservano, ci contattano, incuriositi dall’indipendenza del nostro organismo energetico. Più d’una importante galleria privata di livello internazionale è interessata al lavoro dei nostri giovani artisti, ed al progetto globale. Stiamo operando per portare GaBLs, entro pochi mesi, in una grande città italiana, e poi forse all’estero. Nelle prossime iniziative, avremo il Patrocinio della Fondazione Bevilacqua La Masa. Ringraziamo tutti coloro che ci supportano apertamente, e sono moltissimi, e garantiamo loro che continueremo a muoverci con la stessa serietà ed attenzione. La stessa attenzione che pregheremmo a tutti i redattori di porre nella lettura dei giornali, informandosi meglio prima di riportare notizie pericolosamente inesatte.
Gianluca D’Incà Levis, ideatore di GaBLs e curatore di M-Arte
Io la mostra l'ho vista ed apprezzata molto. E in verità non so dire quale effetto avrebbe avuto sui miei sensi la mancante vagina di cera. Quella cera non c'era; un immobile piedistallo vuoto ad evocarne la consistenza. A dire il vero, un po' per il piacevole sforzo di immaginazione, oppure per la mia oggettiva mancanza di riscontro personale, la mia impressione è che sia stato meglio così. Quella di cera rimarrà pura sublimazione, quanto alla tua, Carmen, fanne pure buon uso, io non sono interessato.