Un edificio che fa parte del paesaggio, ne asseconda le curve, è permeato dell’atmosfera di quel luogo: un’idea che sa un po’ di utopia romantica, ma a Odile Decq ha premesso di battere quattro avversari decisamente non da poco.
Il progetto in questione è quello relativo alla sede del Museo Liaunig a Neuhaus, in Austria, spazio voluto proprio da Herbert Liaunig, collezionista e mecenate; gli altri studi –invitati a partecipare al concorso di idee- erano, nell’ordine: Diller & Scofidio, UN Studio van Berkel & Bos, Benedetta Tagliabue e Jurij Sadar & Bostjan Vuga.
L’edificio progettato dalla Decq ha uno sviluppo orizzontale, i tetti –ondulati– seguono la morfologia del territorio, dall’ingresso una passeggiata di vetro (materiale di cui l’architetto francese fa decisamente ampio uso) apre al visitatore una serie di punti di vista inediti. È proprio Herbert Liaunig a sottolineare quanto sia stata determinante la comprensione del luogo per la scelta del progetto. E –last but not least- aggiunge come un altro elemento a favore sia stato la comprensione del… budget disponibile. (mariacristina bastante)
articoli correlati
Odile Decq ed il Macro
[exibart]
È ufficiale la nomina di Vincenzo Trione alla presidenza della Triennale Milano: lo storico dell’arte e docente universitario succede a…
Un piccolo inferno anonimo, popolato di demoni e creature fantastiche, ha mandato in cortocircuito le previsioni degli esperti. Infiammando i…
Fino al 15 settembre prende forma una mostra esperienziale concepita come ambiente immersivo, in cui la natura si manifesta nella…
Italian Female Filmmakers in the Sixties and Seventies: un nuovo volume ricostruisce opere e percorsi delle registe attive in Italia…
La donazione al Polo Biblio-Museale di Lecce di una parte dell’archivio dell’artista belga condannato per violenza non è stata accolta…
Nasce la Hamburg Art Week, che a settembre 2026 trasformerà la città portuale tedesca in una vetrina internazionale per i…