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Nubi su Galleria Borghese. Il direttore Anna Coliva rinviata a giudizio

di - 1 Marzo 2018
Ancora aria turbolenta intorno a Galleria Borghese e, questa volta, non per problemi di climatizzazione. Anna Coliva, direttore dell’importante museo romano dal 2006, è stata rinviata a giudizio per truffa, accusata di assenteismo. A capo del museo romano da più di dieci anni, durante il suo mandato ha avviato importanti progetti, da Depositi Aperti, allestendo e rendendo visitabili i depositi della Galleria, con il recupero dell’ultimo piano dell’edificio, alla piattaforma internazionale di ricerca su Caravaggio, in collaborazione con Fendi.
I fatti al vaglio della magistratura risalgono ai giorni tra il 19 e il 23 maggio 2014, quando Coliva avrebbe timbrato il badge della presenza, lasciando il suo ufficio dopo poco per andare in palestra. Si parla di poche ore ma, secondo il giudice per le indagini preliminari, tanto basta per prefigurare l’ipotesi di un raggiro nei confronti della pubblica amministrazione. L’accusa di falsa attestazione della propria presenza in servizio è sostenuta dalla pm Maria Letizia Golfieri, che ha portato due prove documentali a sostegno: le timbrature del cartellino elettronico con gli orari impressi e le foto dell’auto di Coliva fuori dalla Galleria. Ma secondo la difesa, le modalità stesse dell’inchiesta sono da riconsiderare, visto che tutto è partito da una denuncia anonima. Secondo gli atti, Coliva «procurava un ingiusto profitto consistito nella percezione della retribuzione come se avesse effettuato la prestazione lavorativa per le ore risultanti mentre in realtà si allontanava per esigenze proprie immotivate e non segnalate». Il danno pecuniario è irrisorio, ammonterebbe a poche decine di euro ma l’accusa è pesante, considerando l’atteggiamento tenuto dalla pubblica amministrazione sul tema.
‹‹L’accusa è di quelle che pesano come un macigno sull’interessata, Anna Coliva, direttrice da oltre un decennio della Galleria Borghese di Roma e di conseguenza per il ministro della cultura del Partito Democratico che l’ha nominata, Dario Franceschini››, ha commentato Antonio Parente, Segretario Regionale della Confsal- Unsa Beni Culturali. ‹‹Siamo stupiti dalla decisione di rinviare a giudizio Anna Coliva. A parte il fatto che la direttrice trascorre all’interno del museo l’intera giornata, tanto da aver accumulato un impressionante monte ore di straordinari, abbiamo portato elementi che la scagionano del tutto. Fra cui il parere di un giuslavorista che attesta come la manager, considerato il suo incarico, neppure dovrebbe strisciare il badge», ha dichiarato Alessandro Diddi, difensore del direttore.

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