Neon Project Box è il piccolo spazio milanese in cui la galleria Neon a partire dalla prossima stagione, in attesa dell’attivazione della sua sede all’interno della Fabbrica del Vapore, presenterà di volta in volta progetti speciali realizzati appositamente dagli artisti parallelamente alle loro mostre personali presso la galleria Neon di Bologna.
Sarà una sorta di amplificatore, una vetrina, un’estensione reale dello spazio espositivo che da anni propone artisti fra i più interessanti del panorama italiano: Maurizio Cattelan, Eva Marisaldi, Alessandra Tesi, Alessandro Pessoli, Maurizio Vetrugno, Francesco Bernardi, Luca Vitone, Cesare Viel, Tommaso Tozzi, Alberto Zanazzo, Maurizio Mercuri, Cuoghi Corsello, Emilio Fantin, Giancarlo Norese, fino a Italo Zuffi, Sergia Avveduti, Angelo Candiano, Mario Milizia, Domenica Bucalo, Sandrine Nicoletta, Lorenza Lucchi Basili, Elena Cologni, Massimo Uberti, M+M, Nada Cingolani, Marco Samoré, Manuela Cirino, Patrizia Giambi, Piero Cattani, Carlesso Carlesso, Dörte Meyer, Marcello Maloberti, Francesco Gennari, Luca Barzaghi, Alessandra Andrini, Sissi, Paolo Parisi…
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Interessante questa tendenza delle gallerie di scoperta. Nascono e si affermano nella provincia (leggi Carasi di Mantova) oppure in piazze che in molti definiscono grandi serbatoi di creatività ma poco propense al collezionismo (vedi la Neon a Bologna) e dunque le stesse gallerie aprono degli avamposti strategici nella piazza italiana storicamente più recettiva e più all'avanguardia, Milano appunto, pur mantenendo le proprie sedi storiche. Chissà che questa "politica di rete" non porti qualche coraggioso ad esportare i nostri giovani artisti in piazze ancor più di prestigio come NY o anche nella vitalissima Berlino. Sarebbe un bel modo per promuovere la ricerca italiana e l'intersambio senza costringere gli artisti ad emigrare ad ogni costo.