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La notizia che la National Gallery, roccaforte dell'arte, apra a febbraio, con la mostra su Picasso, le porte al moderno e, a fine 2009, anche al contemporaneo, non può che riempirmi di gioia. L'arte ha lunghissimi tempi d'attesa: a volte occorrono decenni o secoli prima che il pubblico sia pronto a capire il messaggio dell'artista. Ma ora grazie ad Internet e a siti come Exibart anche chi aveva un gusto tradizionale si è risvegliato ed è pronto a gustarsi le novità dell'arte moderna e le crude verità dell'arte contemporanea. La vita spirituale e sociale delle persone, ogni volta che si fa un piccolo passo in più nella comprensione dell'arte, si arricchisce immensamente. Emanuela Grande
vediamo se un giorno la Tate o Beaubourg avrà l'apertura mentale di accettare una mostra su Bouguereau o Cabanel! Non lo faranno MAI, non è la storia a temere il nuovo ma il nuovo a temere la storia.
per eric. il contemporaneo non HA PAURA dell'antico. semplicemente, non ne può più. il contemporaneo nasce come ODIO dell'antico, SBERLEFFO dell'antico. baselitz, ancora oggi, parla di botticelli come BELLISSIMO NEMICO.
noi non abbiamo paura, di cosa dovremmo avere paura? di decorazioni dorate?
il problema è che si sta rimarginando la ferita, che il figurativo torna prepotentemente, non più con il piglio dolcissimo di schifano... purtroppo
inizia ad esserci troppa leziosa accademia in giro, ed è solo colpa del passato
"il contemporaneo nasce come ODIO dell'antico"
un po' come la sinistra con Berlusconi... abbiamo visto come è andata a finire, continuate pure...