Si entra solo se muniti di torcia, ingresso sconsigliato a chi soffre di nictofobia. Nulla di pericoloso, è solo la nuova installazione ambientale di Franco Vaccari, Buio, nebbia padana, suoni, luci, realizzata per l’azienda internazionale di trasporti Transmec Group, da sempre attenta all’arte contemporanea, in occasione del prossimo meeting aziendale di Modena. Evasione momentanea che spegne il bombardamento visivo di ogni giorno, il progetto di Vaccari consente di sperimentare un inusuale “silenzio ottico”, una sospensione degli stimoli visivi e una accentuazione di tutti gli altri sensi, spesso trascurati in favore di un surplus di immagini mediatiche. Spazio e tempo si alterano bruscamente, il buio si fa incombente e inizia il viaggio verso una percezione diversa.
E’ questo il terzo evento promosso da Transmec dopo la performance di Marcello Maloberti nel 2003 (per l’apertura della sede aziendale di Milano a Trucazzano) e il lavoro site specific di Kimsooja nel 2004, nella sede di Modena a Campogalliano. Dietro l’operazione, accanto a Mariangela Montecchi, responsabile delle relazioni esterne del gruppo Transmec, c’è la milanesissima gallerista Raffaella Cortese.
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