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Other Criteria, apre in primavera a Londra il primo art shop griffato Damien Hirst

di - 8 Febbraio 2008
Fra gli oggetti in vendita ci sarà Happy Head, un cranio in plastica ricoperto di vernice luccicante, per la modica cifra di 25mila sterline, circa 33mila euro. Ben più caro sarà il bracciale composto di tante diverse pillole d’oro, per il quale occorrerà sborsare oltre 300mila euro. Più economico il set di dodici piatti decorati dall’artista, solo 13mila euro. Qualcuno avrà già capito, l’artista è il sempre più irrequieto e versatile Damien Hirst, che aprirà in primavera a Londra il suo primo art shop, a Marylebone, nel West End. Si chiamerà Other Criteria, lo stesso brand della sua linea editoriale, e vi si potranno trovare anche oggetti più accessibili, dalle t-shirts alle cartoline, alle pubblicazioni dedicate al celebre titolare. Inoltre multipli di altri artisti come Michael Joo, Matt Collishaw e Thomas Scheibitz. Sotto a prenotare un low cost, potrete sempre dire di rientrare da oltremanica con un very-Hirst sotto la giacca…

[exibart]

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  • non ho trovato neanche un posto nè sugli aerei nè in albergo, ma neanche in nave...forse ci andrò in bicicletta anche per risparmiare visti i prezzi! L'arte è diventata merce per l'ingordigia degli operatori (e tra questi anche gli artisti)e l'ignoranza delle persone e tra queste anche i giornalisti che inneggiano stupidamente a queste trovate che nulla hanno con l'arte

  • una maglietta di damien hirst può avere a che fare con l'arte più di un trittico di un artista insuslso. poi la questione valore reale e costo assoluto è discutibile, ma come sempre nell'arte, contemporanea ma non solo. ricevere da exibart una informazione come questa rientra nel servizio di informazione a 360° che questa redazione fa dal primo giorno. ed è per questo che dal primo giorno continua ad essere un punto di riferimento. al contrario, sarà per questa chiusura mentale che in italia l'aria è irrespirabile, anche negli ambienti che dovrebbero aprirsi al nuovo...

  • Non amo Hirst, nonostante ciò mi sembra una grande operazione concettuale sul capitalismo: vendere la morte a caro prezzo.

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