Bis di ministri per la conferenza stampa della presentazione “architettonica” del
Maxxi. Il grande museo romano ha aperto per la prima volta i suoi spazi vuoti, e sia Sandro Bondi che Altero Matteoli sono accorsi a prendersi la loro giusta parte di merito. Al tavolo anche una gioviale
Zaha Hadid (tradotta dalla mitologica Olga Fernando) e Umberto Croppi, in quanto assessore alla cultura in rappresentanza del Comune di Roma al posto di Gianni Alemanno.
Padrone di casa ovviamente Pio Baldi, presidente della Fondazione Maxxi, che ha preannunciato l’apertura per maggio (la prima costatazione amara è che i tempi per creare un evento-lancio di richiamo internazionale semplicemente non ci sono: peccato) ed ha ribadito la ferma volontà di inaugurare il Maxxi assieme al Macro, l’altro museo che sta per aprire a Roma.
Dopo 10 anni e 6 governi, insomma, il Maxxi apre davvero. Il Ministro Bondi ha dichiarato di aver trovato grazie al Consiglio dei Ministri i soldi per dotare la Fondazione delle sostanze per allestire le mostre del 2010 (quanti soldi? E solo per il 2010? La conferenza si è chiusa senza la possibilità per i giornalisti di fare alcuna domanda. I rumors parlano di 4 milioni per le prime mostre, ma un museo così dovrà avere una dotazione fissa, stabile, definita, non andare ogni tanto ad elemosinare quattrini per tirare avanti). Il ministro si è anche augurato che nella Fondazione – che è stata creata proprio per aggregare risorse esterne – entrino non solo il Ministero, non solo gli Enti Locali, ma anche aziende, realtà private, altre fondazioni. Una conferma è arrivata dall’assessore alla cultura del Comune di Roma Umberto Croppi, che ha parlato di collaborazione tra Comune e Maxxi sulla base di “
forme istituzionali forti”. Insomma sta prendendo piede l’idea – caldeggiata anche da Francesco Giro, sottosegretario ai beni culturali che ha molto a cuore la scena capitolina – di creare una piattaforma gestionale comune per Macro, Maxxi, Palazzo delle Esposizioni e Galleria Nazionale d’Arte Moderna. “
Una realtà – secondo Croppi –
unica in Europa e forse al mondo”.
Restano sul piatto, comunque, molte questioni sospese (oltre a quella, fondamentale, dei finanziamenti). La prima è quella del secondo lotto: non tutti lo sanno, infatti, ma il Maxxi che si inaugura in questi giorni è poco più della metà dell’intero progetto concepito da Zaha Hadid. Grandi padiglioni non sono neppure stati contemplati nel cantiere che si è appena concluso anche se, a sentire Bondi, ci sarebbe “la volontà” di completare il museo e anche qualche idea sui finanziamenti. Da una parte una buona notizia, dall’altra la prospettiva di un cantiere-monster per altri lunghissimi anni.
Il museo “
che piacerebbe anche a Bernini ed a Urbano VIII” come ha scritto l’arcigno critico d’architettura del New York Times sconta poi, come abbiamo già scritto, dei problemi di isolamento dalla città consolidata: niente parcheggi interrati, niente metropolitane; i dintorni sono sguarniti di buoni ristoranti, e di alberghi. Un problema, quello degli hotel, da risolvere subito anche secondo l’opinione di Francesco Rutelli, ex sindaco di Roma ed ex Ministro della Cultura. Il contesto, insomma, è quello che è e se il museo, come struttura, risulta uno strappo assolutamente internazionale, il panorama che lo circonda è desolantemente romano. Dalla vetrata aggettante della sala-attico all’ultimo la vista si perde su bei palazzi anni Trenta completamente scarabocchiati di scritte e graffiti e bordati da una teoria di antenne televisive che nenche Durazzo. L’atavica chiusura alla contemporaneità inizia a cedere, per il resto occorre lavorare ancora molto.
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INFIN GIUNSE
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...e alemanno manco s'è degnato di farsi vedere! che visione strategica della città!
cmq i soldi non ci sono e il maxxi rimarrà una stupenda struttura vuota o mal gestita. Come si dice: senza soldi non si canta messa!
Mi pare che sto maxxi, appena battezzato, già sia pronto per il requiem!
spero che non comprino arte contemporanea, sarebbe meglio svuotare i garage sotterranei dei nostri musei e portare alla luce quelle opere piuttosto che della brutta arte contemporanea dettata dagli inreressi di due o tre.
anche new york dovrebbe tacere, visto che se appena possono, sono proprio gli americani a copiarci, io non gli darei la soddisfazione di fare l'ennesimo grande museo che assomigli al MOMA o al GUg, per riempirlo di stupidate
Perché non lasciarlo vuoto? Così ognuno può liberamente immaginarsi il museo ideale, una figata concettuale no?
MAXXI 1...La vergogna!
Sono appena tornata dal viaggio per raggiungere il Maxxi e mi ritrovo qui a scrivere amareggiata per il trattamento ricevuto all'entrata del suddetto museo.
Sono un'operatrice in campo tecnico-scientifico di alcuni Musei Romani e sono profondamente colpita, nonchè delusa dal fatto che , dopo aver domandato con estrema gentilezza, se era possibile visitare la parte esterna del museo, dopo il blocco iniziale da cui il pubblico defluiva alla fine della performance,ciò mi è stato duramente rifiutato, dato che la serata era strettamente 'privata'e non era possibile per me entrare.
Mi sono offerta di pagare il biglietto senza aver visto la performance, ho infatti dedotto che servisse anche come garanzia assicurativa, essendo ancora il museo' un cantiere',e, ovviamrente, essendomi chiesta perchè, se fosse stato un evento'privato', e quindi gestito da qualcuno esterno alle Istituzioni classiche, non vi fosse una regolare reception dove acquistarlo in loco, ma lo stewart al quale mi sono rivolta, mi ha proposto di parlare direttamente con il'direttore'forse del personale addetto all'entrata. Mi si è presentata davanti una donna della mia età, poco attraente e con un viso angustiato, che mi ha sottolineato che, sì, potevo essere un'operatrice museale su Roma, ma NON in quel museo...una risposta surreale e maleducata.
Sono rimasta sbigottita da tale trattamento e, senza neanche voler sapere come la suddetta signora si chiamava, ho ringraziato per 'la solidarietà 'e la collaborazione nei confronti dei musei romani e me ne sono andata.
Penso che il fatto si giudichi da solo riguardo al fatto che,appunto, quella che dovrebbe essere una struttura, un'campus' culturale come l'hanno appunto definito, atta a coinvolgere numerose figure inerenti al campo artistico e non, in un progetto di divulgazione dell'Arte e della Cultura nella
la direzione più moderna e avanguardistica,si traduca nell'essere un circuito limitato e limitante, dove gli operatori, probabilmente non abituati a trattare con persone di cultura (e nemmeno addestrati, purtroppo, a farlo)assumono atteggiamenti prepotenti e in un qualche modo elitari nei confronti di un nuovo progetto che in questo modo non decollerà mai.
Il problema sarà appunto quando i soldi delle nostre tasche ,utilizzati per il sostentamento del museo sino al 2010, finiranno, e data la scarsa esperienza della gestione del museo, non si riuscirà a mantenere un certo livello.
Mi è stato detto di tornare domani per vedere lo spettacolo che si terrà nuovamente, ma sinceramente, dopo un trattamento del genere, mi terrò ben lontana da frequentare un luogo culturale che di cultura e rispetto della persona non ha niente a che vedere.
E' veramente una vergogna nei confronti dell'arte e dei musei romani!
Sono stata stamattina a visitare il museo. La prenotazione della visita guidata è stata estremamente facile (via email) e la visita stessa interessante e approfondita (quasi un'ora piena). Basta mandare una mail, non c'è bisogno di sventolare titoli all'ingresso
Penso che sventolare titoli all'ingresso sia un'ottimo modo di....passare le barriere di questa strana gestione del museo!!!Vedi come si corre quando ci sono delle scarpe da leccare!!!......e aimè solo per lavorare...questo sì che mi dispiace, mi fa proprio tenerezza...!