Narra la leggenda che il bresciano Francesco Vezzoli (enfant prodige dell’arte italiana fino a qualche tempo e fa e ultimamente forse un po’ demodé) sia diventato artista influenzato dall’attività, nella sua città, della Galleria Massimo Minini.
Continua la leggenda che il proprietario, Minini appunto, avesse tanto sconsigliato il liceale Vezzoli a intraprendere la carriera creativa da indurlo a trasferirsi a Milano. E a trovarsi altri galleristi che spalleggiassero la sua rapida carriera alla fine degli anni Novanta.
“Ma tra noi esiste un bel rapporto ed abbiamo deciso di fare insieme una festa per i trent’anni della mia galleria” dichiara Massimo Minini nel cartoncino giallo che invita i pochissimi eletti cui si aprà, venerdì 24 ottobre, l’esclusivo palcoscenico del teatrino privato degli Ardizzone, influente famiglia palermitana di magnati dell’editoria e collezionisti.
Sarà insomma Vezzoli, con la proiezione di tutti i suoi decadenti cortometraggi, il protagonista della serata palermitana organizzata dalla galleria bresciana per festeggiare i 30 anni di onorato servizio e ospitata dalla famiglia Ardizzone, collezionisti panormiti.
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