Oggi l’Università degli studi di Palermo, proprietaria dell’intero complesso monumentale, intende fare luce su uno dei capitoli più bui della città e per questo motivo, il prossimo 6 settembre, pubblicherà un bando per l’affidamento dei lavori di recupero dei corpi di fabbrica che ospitavano i condannati a morte dagli uomini di Torquemada in Sicilia. Gli stanziamenti di denaro pubblico, per oltre sette milioni di euro, provengono da un PIT finanziato con fondi europei. L’impegno di spesa prevede la chiusura del cantiere in ventisette mesi, fino alla definitiva apertura al pubblico, negli stessi locali riattati, del Museo dell’Inquisizione.
L’intera operazione si arricchisce dello speciale interesse suscitato dall’individuazione del luogo in cui si consumò l’assassinio dell’inquisitore Juan Lopez de Cisneros ad opera del recluso frate Diego La Matina il 24 marzo 1637. Il dettagliato resoconto del delitto, redatto da Pablo Escobar, è stato rivisitato in chiave letteraria da Leonardo Sciascia nel suo celebre Morte dell’Inquisitore. Di notevole interesse è ancora la lunga sequenza di graffiti e disegni rinvenuti sulle pareti delle stanze che ospitavano i reclusi: grida disperate, di terrore e morte, lasciate come testimonianza, in molto casi anonima, di inenarrabili sofferenze. Si tenterà di recuperarle nella loro interezza, con il ricorso ad uno strumento di lettura a infrarossi delle tracce ancora esistenti sui muri, comprese quelle nascoste o ormai sbiadite. (davide lacagnina)
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ho lasciato prima un commento ma non credo sia andato in porto! cmq dicevo che resta una notizia interessante e che spero ne verrà fuori un altro luogo importante a complemento degli altri spazi meravigliosi di questa città così femmina.. così affascinante..
roberto